Arnaldo Acquarelli è presidente Ordine dottori commercialisti di Roma Il continuo e crescente interesse da parte delle istituzioni, del mondo civile e imprenditoriale verso i beni culturali ha evidenziato, specie negli ultimi anni, l'importanza che questi rivestono per il nostro paese sotto molteplici profili. Una simile tendenza, anche alla luce del recente codice dei beni culturali di cui al decreto legislativo 2212004 n. 42 in vigore dal 1 maggio scorso, non può non sottolineare ulteriormente la necessità di una forte regolamentazione che il settore richiede tanto con riferimento alla nostra carta costituzionale (artt. 117 e 118) quanto alle previsioni di origine comunitaria e agli accordi a carattere internazionale a cui non possiamo sottrarci. In detto contesto, pertanto, l'intervento normativo è apparso ancor più indifferibile in relazione alla necessità di un miglioramento dell'efficacia degli interventi già esistenti, sinora codificati a vario titolo ancorché non in modo del tutto unitario, concernenti i beni e le attività culturali nonché dell'aggiornamento di quegli strumenti volti alla individuazione, conservazione e protezione dei beni culturali e paesaggistici che si sostanziano nella loro tutela e valorizzazione. Simili logiche, alla luce dei mutati scenari comportamentali, richiedono sempre con più frequenza competenze e professionalità adatte a intervenire a supporto dei diversi ambiti giuridici, economici e finanziari, a cui il dottore commercialista può senza dubbio rispondere per le diverse soluzioni richieste, ponendosi quale economista dell'arte e della cultura. La specifica preparazione, ancorché adeguatamente implementata in via specialistica, può essere quindi rivolta alla valutazione degli aspetti economici e delle forme di gestione per una corretta fruizione e valorizzazione dei beni culturali, ma anche all'esame e al supporto tecnico con riguardo ai modelli giuridico-gestionali per specifici eventi e servizi culturali nonché alla assistenza nella scelta dei modelli operativi e degli strumenti alternativi. Anche l'economia del museo (istituto) pone rilevanti problematiche circa la stessa nozione e qualificazione di simili entità, praticamente assente in termini giuridico-fiscali nel nostro ordinamento. E ciò riflettendosi ancor più direttamente su questioni complesse legate ai soggetti di riferimento (stato, enti locali o territoriali, organismi privati o enti ecclesiastici), agli aspetti di fiscalità (forme agevolative di detassazione e incentivazione), a quelli connessi alle attività strategiche (servizi aggiuntivi a carattere commerciale), fino agli strumenti e ai modelli di controllo gestionale (performance) e contabile. In un simile contesto il crescente interesse imprenditoriale nella partecipazione o addirittura nella gestione di eventi o servizi legati ai beni culturali conferma l'importanza di un supporto professionale adeguato allo sviluppo organico di forme di collaborazione tra l'intervento pubblico e quello dei privati. Conseguentemente è di particolare rilievo l'appeal fiscale per coloro che aderiscono a ciascuna iniziativa, sia in forma di partenariato sia tramite erogazioni o contribuzioni a vario titolo, dagli investimenti delle imprese in progetti culturali, al mecenatismo, alle sponsorizzazioni culturali aventi o meno natura corrispettiva. Ed è proprio il tema dell'«Economia dei beni culturali» l'oggetto dell'incontro organizzato dall'Ordine dei dottori commercialisti di Roma con le realtà locali che si terrà il 12 luglio ore 18,30 a Roma all'Antico Tiro a Volo, evento annuale che intende rafforzare quelle sinergie già avviate con la pubblica amministrazione, gli enti, le istituzioni locali e le imprese per evidenziare il ruolo della nostra categoria in tale ambito. All'incontro interverranno il sindaco di Roma Walter Veltroni e altre personalità, invitate a partecipare, tra le quali il ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani, l'assessore al bilancio del comune di Roma Marco Causi, il presidente e direttore del Louvre Henri Loyrette, il presidente della Bnl Luigi Abete, il soprintendente dei beni culturali del comune di Roma Eugenio La Rocca, e quello per il Polo museale romano Claudio Strinati. In tale occasione verrà formalizzata e presentata l'intesa tra l'Ordine e il comune di Roma tramite apposita convenzione avente a oggetto una vera e propria forma di collaborazione in materia di beni culturali. In via principale, quindi, i dottori commercialisti di Roma intendono porsi quali interlocutori professionali con l'ente locale in relazione alle seguenti attività di supporto: studio, esame e assistenza nella concreta e corretta applicazione delle norme legislative, regolamentari e degli indirizzi interpretativi legati ad aspetti di tutela e valorizzazione del bene culturale di interesse artistico e storico; assistenza nella elaborazione di studi e piani di fattibilità volti a gestire, in forma diretta o indiretta, servizi ed eventi culturali nell'ambito di una più ampia funzione di valorizzazione; formazione e aggiornamento di personale della pubblica amministrazione e dell'ente locale attraverso corsi sull'economia dei beni culturali, sia in ambito gestionale sia giuridico che finanziario. Tali corsi verranno altresì indirizzati su vari livelli di approfondimento ai dottori commercialisti che intendono specializzarsi nella materia. L'Ordine di Roma intende quindi impegnarsi per fornire al comune quegli strumenti operativi a carattere primariamente economico tali da creare quelle sinergie continuative volte da un lato alla ulteriore incentivazione di forme agevolative fiscali per chi intende investire in arte e cultura, promuovendone al massimo gli elementi di interesse per una sostanziale e crescente partecipazione dei privati, e dall'altro ponendosi quale soggetto istituzionale di riferimento specializzato nell'applicare e favorire un quadro di regole certe, anche attraverso una adeguata formazione, per l'ottimizzazione economico-gestionale dei beni culturali tramite soluzioni adeguate.
Un consulente per i beni culturali. La gestione dei musei ha bisogno dei dottori commercialisti
Il presidente dell'Ordine dottori commercialisti di Roma, Arnaldo Acquarelli, ha sottolineato l'importanza dei beni culturali per l'economia e la società italiana. Ha evidenziato che il settore richiede una forte regolamentazione per garantire la tutela e valorizzazione dei beni culturali. L'Ordine di Roma intende fornire supporto professionale alle istituzioni locali e alle imprese per promuovere la collaborazione tra pubblico e privato. Il 12 luglio, l'Ordine di Roma organizzerà un incontro con le realtà locali per discutere del ruolo della categoria nel settore dei beni culturali. L'incontro sarà seguito da una convenzione tra l'Ordine e il comune di Roma per una collaborazione in materia di beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo