Le cifre del crac "Una settimana per ripulire tutto". No dei revisori al piano di salvataggio dellazienda Cammarata a Roma Letta promette per oggi lok allordinanza per pagare gli stipendi Linchiesta aperta dallaggiunto Agueci punta sullo sciopero e i pochi mezzi dellazienda Palermo è ancora sommersa dalla spazzatura, e ci vorrà almeno una settimana perché la situazione torni alla normalità. La Procura, nel frattempo, ha aperto unindagine su questa ennesima emergenza rifiuti in città, e allorizzonte cè il rischio di nuovi scioperi da parte dei netturbini: rimangono ancora in bilico sia il pagamento di stipendi e tredicesime, sia la ricapitalizzazione dellAmia bocciata dai revisori dei conti di Palazzo delle Aquile. Ieri i duemila dipendenti dellex municipalizzata sono tornati al lavoro, ma secondo il presidente dellAmia, Gaetano Lo Cicero, per smaltire le oltre tremila tonnellate di spazzatura che si sono accumulate tra domenica e lunedì «ci vorrà almeno una settimana, se non ci saranno altri intoppi». Diversi quartieri rimarranno quindi ancora per giorni con i rifiuti in strada. Ieri in corso Pisani i cumuli dimmondizia impedivano laccesso a diversi parcheggi, mentre in via Altofonte i vigili hanno dovuto piazzare cartelli per indicare il restringimento della carreggiata, invasa dai sacchetti della spazzatura. Un muro di spazzatura, invece, si ergeva di fronte al Policlinico. «Da oggi (ieri, ndr) la raccolta ordinaria è ripresa a pieni ritmi anche con lausilio di pale, camion e motocarri per rimuovere i sacchetti disseminati a terra, intorno ai cassonetti - dice il presidente dellAmia Lo Cicero - Nel turno mattutino abbiamo fatto interventi straordinari in via Marchese di Villabianca, via Imperatore Federico, via Cirrincione, via del Levriere, piazzetta dei Colli. Ci vorrà almeno una settimana per rientrare nella normalità». Intanto la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo, al momento di atti relativi, su questa ennesima emergenza rifiuti in città. Il procedimento, coordinato dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci, è finalizzato «ad accertare se vi siano elementi di reato nella mancata raccolta dellimmondizia dei giorni scorsi, perché, oltre allo sciopero dei dipendenti Amia, il servizio della ex municipalizzata è andato a rilento a causa dei pochi mezzi a disposizione degli operatori». Ma allorizzonte cè il rischio di un nuovo stato di agitazione dei dipendenti con tanto di assemblee sindacali che di fatto bloccherebbero la raccolta. Il motivo? Rimangono in bilico gli stipendi e la ricapitalizzazione per la quale le tute arancioni erano scese in strada lunedì scorso. Da giorni è alla firma del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lordinanza della Protezione civile che consentirebbe al Comune di anticipare allAmia le somme per il 2010. Ma dopo laggressione al premier la firma dellordinanza è slittata. E adesso è corsa contro il tempo, visto che il 20 dicembre chiude la tesoreria di Palazzo delle Aquile. Ieri il sindaco è volato a Roma per parlare con il sottosegretario Gianni Letta, e ha avuto rassicurazioni sul fatto che oggi dovrebbe essere firmata lordinanza. «Senza la garanzia degli stipendi e delle tredicesime gli operai non possono lavorare con tranquillità», dice Dionisio Giordano, della Cisl. Ma anche sul fronte ricapitalizzazione le cose non vanno per il meglio. Ieri lassessore Sebastiano Bavetta ha inviato al ragioniere generale Paolo Basile la delibera che prevede il passaggio allAmia di quote Amg e di tre palazzi del Comune. Oggi la commissione Bilancio di Sala delle Lapidi dovrebbe dare il suo parere, e domani sarà inserita allordine del giorno della seduta daula. Ma ieri è arrivato sul tavolo dellassessore Bavetta un parere di fuoco dei revisori dei conti, che bocciano in toto la procedura di ricapitalizzazione messa in piedi dallamministrazione: «Mancano le garanzie per i creditori, e non è corretto utilizzare azioni Amg e immobili del Comune per ripianare le perdite, senza contare il fatto che un palazzo che dovrebbe passare allAmia è sotto vincolo della Soprintendenza», scrivono in sintesi i revisori Luigi Di Simone e Francesco Vetrano. «È la conferma che questa delibera non può essere votata a scatola chiusa, lamministrazione comunale sta mettendo davvero a rischio il futuro dellazienda», attacca il capogruppo del Pd, Davide Faraone. «La delibera va votata subito, sono certo che a breve arriverà la valutazione delle azioni Amg», ribatte Giulio Tantillo, capogruppo del Pdl. «Siamo pronti a riaprire lo stato di agitazione se non avremo certezze», dice Giordano della Cisl.