Basse di Stura, Chiamparino ci riprova. La battaglia sulla discarica: il sindaco arruola il Pd e scrive al "nemico" Saitta Nel documento concordato con Giorgis si chiede lutilizzo dello spazio libero Il sindaco Sergio Chiamparino, nella sua battaglia su Basse di Stura, cerca un alleato nel Pd. Ieri a una lunga riunione con il gruppo consiliare in Comune, cui hanno preso parte anche gli assessori allAmbiente Roberto Tricarico e il vicesindaco Tom Dealessandri, ha fatto seguito una lettera indirizzata al presidente della Provincia Antonio Saitta. «Abbiamo trovato una linea condivisa spiega il capogruppo del Pd, Andrea Giorgis che può essere sintetizzata in tre punti: nessun ritardo per la chiusura di Basse di Stura, nessuna correlazione tra un aumento della Tarsu e la fine dei conferimenti in discarica, e la nascita di un comitato per valutare il recupero dellarea. Con leventualità di conferire, non rifiuti organici, ma quelli che i tecnici definiscono "assimilati", compatibili cioè con il progetto di riutilizzo del sito». E se sulla linea sono tutti daccordo, il consigliere del Pd Luca Cassiani ci tiene a precisare che «prima di parlare anche di un documento condiviso, voglio leggerlo con attenzione». La lettera di Chiamparino parte con una premessa importante. «Il primo dicembre scrive il primo cittadino - lAmiat, con una comunicazione alla Provincia, ha avviato le operazioni per la chiusura dellimpianto di Torino il 31 dicembre». Nessuna proroga quindi: i rifiuti solido urbani non andranno più a Basse di Stura. «LAmiat sottolinea il sindaco - sta già conferendo allimpianto di Cassagna. Proprio per sovrintendere alle operazioni di chiusura della discarica, proponiamo di istituire un comitato, che coinvolga le circoscrizioni cinque e sei, lAmiat, il Comune e la Provincia. Lo stesso comitato avrà il compito di individuare soluzioni per lutilizzo della capacità residua, compatibili con il riassetto ambientale della discarica. In ogni caso non il conferimento di rifiuti solido urbani a Basse di Stura, ma solo materiale a basso impatto ambientale». Con una precisazione: «Questo per garantire un congruo margine economico e che permetta lutilizzo di unimportante risorsa pubblica che altrimenti andrebbe sprecata». Le reazioni non si sono fatte attendere. Se il presidente della Provincia Antonio Saitta e lassessore allAmbiente Roberto Ronco aspettano la nuova lettera prima di commentarla, in Comune non tutti hanno gradito il meccanismo che ha portato alla nascita del documento. «Il Pd critica Monica Cerutti (Sl) - ha il mito dellautosufficienza: intanto ieri è di nuovo mancato il numero legale». E la presidente della circoscrizione cinque Paola Bragantini osserva: «Non condividiamo la segretezza in cui è nato l documento, ma se finalmente si parla di piano di recupero e non di proroga non possiamo che essere soddisfatti».