A Palazzo Massimo le statue policrome greche restituite nel 2007 E al museo delle Terme disegni e acquerelli degli archeologi Neanche lorrore del grifo che affonda le fauci nelle carni della preda inerme riesce a sporcare il candore dei marmi policromi greci: rubati in Puglia trentanni fa, restituiti allItalia nel 2007 e da ieri esposti a palazzo Massimo nella mostra che ricompone il bottino della tomba spogliata ad Ascoli Satriano, lantica Ausculum. Ma il sostegno di mensa con i due grifi e il cerbiatto sbranato, come il grande bacino (podanipter) al cui interno sono dipinte le Nereidi che trasportano le armi di Achille, non è lunica "nota di colore" nella proposta sullantico realizzata dalla Soprintendenza romana (la mostra, a cura di Angelo Bottini ed Elisabetta Settari, è aperta fino al 18 aprile). Perché da domani alle Terme di Diocleziano (nellaltra sede del Museo nazionale statale che saffaccia su piazza dei Cinquecento e che il caos di auto e baracchini degli ambulanti rende invisibile ai turisti arrivati alla stazione) si tiene la mostra sui "Colori dellarcheologia". Curata da Luigia Attilia e Fedora Filippi, la mostra conduce lo spettatore in una sorta di Grand Tour tra le vestigia perdute della Città Eterna, e testimoniate da un centinaio di carte tra acquerelli, disegni, foto ritoccate a colori; unesposizione che - forte dei prestiti dellArchivio di Stato e dellIstituto germanico, e della bellezza dellaula X che la ospita - si apre con il coloratissimo rilievo realizzato dal Bartoli per documentare i danni provocati dal terremoto in Abruzzo del 1703 sui Trofei di Mario a piazza Vittorio. A palazzo Massimo invece, esaltati da un allestimento tanto efficace quanto essenziale (buio e luce sui capolavori), risplendono i colori del IV secolo avanti Cristo rimasti abbarbicati alle figure in marmo provenienti da Ascoli Satriano, «un unicum nella storia della Magna Grecia» spiega il soprintendente Bottini. Che aggiunge: «Bisogna tornare a scavare perché la tomba potrebbe restituirci altri elementi scultorei e soprattutto svelarci il segreto del suo proprietario». La preziosità del marmo, proveniente da Paro, conferma il rango del defunto. Ma anche la provenienza dallo stesso sepolcro degli undici elementi messi insieme per la prima volta a Roma. Oltre alle sculture e alla "coppa", fino a due anni fa al Getty Museum di Malibu, in mostra ci sono vasi scolpiti nel medesimo marmo greco. Si tratta di recipienti pieni, che non possono contenere nulla: eredi del vasellame vero del corredo funerario. «Lidea è primitiva - spiega Bottini -, accompagnare il defunto nellaldilà, sacrificando al rito funebre le migliori ricchezze, fino a vasi preziosissimi quanto inutilizzabili».
Il Grand Tour fra le sculture rubate allItalia
La mostra "Colori dellarcheologia" si tiene a Palazzo Massimo e alle Terme di Diocleziano. La mostra a Palazzo Massimo esalta i colori del IV secolo avanti Cristo nelle statue policrome greche provenienti da Ascoli Satriano. Il sostegno di mensa con i due grifi e il cerbiatto sbranato è una "nota di colore" nella proposta sullantico realizzata dalla Soprintendenza romana. La mostra conduce lo spettatore in una sorta di Grand Tour tra le vestigia perdute della Città Eterna. A Palazzo Massimo, esaltati da un allestimento efficace, risplendono i colori del IV secolo avanti Cristo. La mostra è aperta fino al 18 aprile.
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