VENEZIA. Passaggio delle grandi navi dal Bacino di San Marco, problema risolto, perché continueranno a passare esattamente come prima, al di là dell'ultimatum lanciato qualche tempo fa dal sovrintendente ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia Giorgio Rossini. Questo è ciò che ha annunciato ieri il presidente dell'Autorità Portuale Giancarlo Zacchello sulla base del colloquio da lui avuto con il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani che, secondo quanto da lui riferito, avrebbe in pratica "sconfessato" l'operato del suo sovrintendente. «Il ministro mi ha spiegato che quando si affronta un problema di così grande ampiezza come il nuovo Codice dei Beni Culturali ha detto il presidente dell'Autorità Portuale non è possibile pensare a tutto, ma occorre soffermarsi sui problemi maggiori. In questo senso, Urbani ha ribadito che riguardo alla questione delle grandi navi, non sono interessati né al moto ondoso o alle maree né alla pericolosità perché è considerato estremamente improbabile che una nave vada a sbattere contro le case, ma solo alla visibilità dei 'giganti del mare', sproporzionati rispetto al Bacino San Marco. Stamattina (ieri ndr) ho risposto a queste osservazioni: se solo questo è il problema, va notato che il transito per Venezia dura solo 8 minuti, e si colloca in una fascia oraria, dalle 7.30 alle 8 della mattina, in cui visivamente può dare fastidio solo al veneziano mattiniero che porta in giro il cane. Per quanto riguarda i turisti, quando passano le navi dalla riva si fermano a fotografarle, come uno spettacolo aggiuntivo, mentre praticamente tutti coloro che sono a bordo si affacciano per ammirare la città: meglio di così...». Zacchello ha ribadito anche nell'occasione che il problema delle grandi navi a suo avviso è stato evocato per affossare l'attività del Porto, rimettendo in discussione anche il Mose.