Giallo del crocifisso ora si muovono le procure inchieste a Torino e Roma ROMA - Tre indagini sul Crocifisso di Michelangelo. Dopo lacquisizione di atti sul costo dellopera al ministero dei Beni Culturali ordinata dalla Corte dei Conti del Lazio, si muovono le procure. La vendita per 3,2 milioni di euro fatta dallantiquario Giancarlo Gallino insospettisce i pm di Torino, che ieri hanno aperto uninchiesta per ora senza ipotesi di reato. Scende in campo anche Roma. Il procuratore capo Giovanni Ferrara intende accertare se lopera è di Buonarroti oppure se si tratta di un falso e se, dunque, cè stata una truffa. Si comincia con un fascicolo che contiene gli articoli dei giornali che negli ultimi mesi hanno dato conto dellaffaire, seguirà una richiesta di atti alla magistratura contabile che indaga da mesi per verificare leventuale danno allerario. Il ministero dei Beni Culturali afferma di avere seguito le procedure, forte di espertise e di tre pareri di un comitato tecnico di settore che si è pronunciato a favore dellacquisto dellopera definendola «importante». Tuttavia lacquisto della scultura lignea ha suscitato e suscita perplessità. Per il prezzo pagato e per le modalità con cui si è arrivati allacquisizione. In principio lantiquario torinese Gallino chiedeva 15 milioni, poi il costo crollò per il vincolo apposto dallo Stato. Ma i 3,2 milioni sarebbero pochi se il Cristo fosse effettivamente di Michelangelo, troppi se solo di scuola. Pesa soprattutto il parere di una storica dellarte di fama mondiale, Margrit Lisner che - come ricordato persino dal sottosegretario Francesco Giro - ha attribuito il crocifisso a Sansovino, uno dei grandi artisti del Rinascimento. Come per ogni atto dellamministrazione pubblica, la procedura di acquisizione dellopera è stata denunciata alla Corte dei Conti, mentre la trattativa sul prezzo con lantiquario torinese è stata regolata da un contratto. Dunque, secondo il ministero, listruttoria della magistratura contabile sarebbe «di routine». Ma è piuttosto insolito che la procura dei Conti ordini ai carabinieri lacquisizione di atti. Il blitz al San Michele, sede della direzione generale in via del Collegio Romano, si è protratto per cinque ore. Nulla dellistruttoria contabile è arrivato negli uffici della vicina procura di Roma, che ha deciso di muoversi in autonomia. Le indagini sono ai primissimi passi, ma probabilmente rappresentano lunico modo di fare chiarezza sullattribuzione incerta e sulleventuale truffa allo Stato. A Torino linchiesta è stata aperta un paio di giorni fa dal procuratore aggiunto Sandro Ausiello che lha assegnata alla pm Gabriella Viglione. Il crocifisso è stato acquistato dai Beni Culturali l11 dicembre 2008, due giorni dopo il ministro Sandro Bondi presentava lopera al Papa, il Natale successivo era in mostra a Montecitorio. Dal 23 gennaio di questanno la scultura è in giro per lItalia, è stata esposta a Milano, Palermo e Trapani. Ora è al Museo diocesano di Napoli con destinazione Bargello a Firenze.