I carabinieri di Venezia sono ancora alla ricerca del vandalo che ha devastato il Capitello della Giustizia a Palazzo Ducale, le due statue di San Francesco e San Marco esterne alla Chiesa del Redentore e la statua di San Pietro nella cattedrale di San Pietro di Castello. Il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, che attende per oggi una relazione su quanto accaduto, spiega la direzione intrapresa per evitare che altri scempi del genere vengano compiuti. Che cosa si può fare per evitare che il patrimonio culturale del Paese venga colpito da vandali o persone fuori di testa? «Occorre potenziare la collaborazione con i Comuni per la vigilanza dei monumenti che stanno all'esterno e sviluppare ancora la vigilanza attraverso le nuove tecnologie al chiuso di musei e palazzi storici. C'è poi la questione delle sanzioni: occorre una maggior severità nei confronti di chi compie atti vandalici. Altro lavoro da fare è sulla valorizzazione intesa come consapevolezza». Ossia? «Aumentare la consapevolezza dell'utente nei confronti del patrimonio che l'Italia ha in dote in modo da indurre una forma di "controllo diffuso". E questo si deve ottenere attraverso la scuola e i mezzi di informazione. Stiamo già facendo in modo che le trasmissioni dedicate ai monumenti e al paesaggio siano sempre più presenti nei palinsesti della tv. Occorre anche non dare troppo risalto a questi atti vandalici per evitare fenomeni di emulazione». Ignorare per prevenire? «Stare attenti a non creare fenomeni di emulazione». Ci sono casi però in cui i responsabili di questi danni al patrimonio artistico non sono giovani influenzati dalle immagini televisive o psicopatici. Per esempio, a Palazzo Ducale gli addetti alla sicurezza ricordano un precedente di due anni fa, quando due turisti canadesi si arrampicarono sulla parte bassa della facciata della Basilica di San Marco per scattare qualche fotografia. «Eccezioni. I turisti arrivano in Italia per ammirare la sua storia e non per distruggerla. Ripeto, non facciamo allarmismi. Quando si accendono poi i riflettori, come adesso a Venezia, il pericolo dell'emulazione diventa serio».
Urbani: più vigilanza per i monumenti
I carabinieri di Venezia continuano la ricerca del vandalo che ha devastato il Capitello della Giustizia, le statue di San Francesco e San Marco e la statua di San Pietro. Il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, spiega che la direzione intrapresa è quella di potenziare la collaborazione con i Comuni e sviluppare la vigilanza con le nuove tecnologie. Urbani sostiene che occorre una maggiore severità nei confronti di chi compie atti vandalici e aumentare la consapevolezza dell'utente nei confronti del patrimonio culturale italiano. Ciò si deve ottenere attraverso la scuola e i mezzi di informazione.
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