L'assessore ai Beni Culturali Lino Leanza vuole affidare ai privati la gestione dei siti della Regione, quelli chiusi e inutilizzati, ma anche i luoghi e i monumenti già recuperati e aperti alla fruizione collettiva. Si parte da una sperimentazione, che interessa sette siti, per poi mettere a regime buona parte dei monumenti oggi affidati alle sovrintendenze. A Catania i primi beni indicati nei nuovi indirizzi dell'assessore Leanza sono La Manifattura Tabacchi di piazza San Cristoforo e il teatro antico di via Vittorio Emanuele. La notizia è di quelle che fanno sobbalzare sulla sedia perché, se la Manifattura Tabacchi è inutilizzata e chiusa, e il suo recupero richiede investimenti ingenti, il teatro greco-romano è stato riaperto al pubblico di recente dopo una lunga serie di scavi e di interventi di restauro e di recupero. Per spiegare il senso e l'obiettivo della sua iniziativa l'assessore Lino Leanza parte da lontano e descrive il contesto che ha motivato i suoi indirizzi programmatici. «Dei 156 siti della Regione - esordisce - soltanto 3 sono in equilibrio economico: Taormina, Siracusa ed Agrigento. Monreale è in pareggio, e prima dell'attuale intervento di restauro lo era anche la Villa del Casale di Piazza Armerina. Tutti gli altri perdono dal 10 al 99, mentre 90 siti sono chiusi o aprono soltanto su richiesta, se e quando si trovano i custodi e le risorse. Impossibile andare avanti così. Impossibile tanto più se si pensa che ci sono musei, come quello di Capo d'Orlando o come quello di Enna che hanno più custodi che visitatori, o musei straordinari con custodi del tutto insufficienti come palazzo Abatellis, a Palermo, ora splendidamente ristrutturato. Basti pensare che la sera della riapertura, in una sola notte, si sono registrati oltre 6.000 visitatori, ma il giorno dopo, domenica, le persone accorse ad ammirarlo l'hanno trovato chiuso per mancanza di personale. Assurdo. O ancora le miniere di Caltanissetta, un percorso affascinante, che in qualunque altro Paese sarebbe stato considerato una risorsa turistica eccezionale. E, invece, la Regione ha speso un sacco di soldi, ha recuperato il complesso e l'ha chiuso perché non ha le risorse economiche e umane per gestirlo. Un luogo di grande suggestione paesaggistica e importante per la storia industriale e sociale della nostra terra, un sito che mi piacerebbe fosse gestito da associazioni quali il Fai, Legambiente o da grandi mecenati». Una lunga premessa per dire che non si può andare avanti come si è fatto finora, e che il futuro della Sicilia richiede una seria «assunzione di responsabilità e il rispetto del denaro pubblico». E rispetto del denaro pubblico, a suo avviso, vuol dire anche non andare in perdita nella gestione dei siti culturali e monumentali, ma trovare il modo di andare almeno in pareggio e, soprattutto, di assicurare ricadute per l'economia del territorio attraverso la moltiplicazioni delle attività imprenditoriali legate alla fruizione collettiva. Ed è questa la filosofia a cui vuole improntare la prima sperimentazione dell'affidamento a privati della gestione di monumenti importanti. La Regione provvederà caso per caso, con singoli bandi di gara internazionali, per individuare le idee migliori che, poi, a loro volta, saranno messe in concorso per essere attuate con progetto di finanza. Sperimentazioni per le quali, dopo qualche mese, è prevista una valutazione volta a decidere se e come andare avanti. In materia digestione dei Beni culturali pubblici l'assessore Leanza ha idee chiare e radicali. Le esperienze fatte in passato lo hanno portato a decidere che non è il caso di fare ricorso ai fondi comunitari, e dunque di concorrere ai finanziamenti Por (Programma operativo regionale), perché con questi «si ristrutturano e restaurano i siti che poi, in mancanza di risorse per gestirli, rimangono chiusi e lasciati nuovamente al degrado». Nè pensa che le cose vadano meglio con le fondazioni che, a suo avviso, si trasformano spesso in carrozzoni politici che fan- no clientela senza produrre
SICILIA - Mancano le risorse ai privati la gestione dei monumenti
L'assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Lino Leanza, vuole affidare la gestione dei siti culturali e monumentali della regione ai privati. Inizierà con una sperimentazione su sette siti, e poi applicherà questo modello su molti altri monumenti. I primi siti da gestire sono La Manifattura Tabacchi di Catania e il teatro antico di via Vittorio Emanuele. Leanza sostiene che la Regione non può più gestire i siti culturali da sola, poiché solo tre di 156 siti sono in equilibrio economico. I restanti sono chiusi o aprono solo su richiesta, e la Regione non ha le risorse per gestirli.
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