Il demanio riprova a vendere larea di Vigneria. Gli ambientalisti: "Cemento di Stato" Sui sei ettari del promontorio cè già un piano attuativo, ma liter non è ancora terminato «Cemento di Stato» lo hanno ribattezzato gli ambientalisti. Per lostinata determinazione del Demanio di voler vendere quello che è un pezzo di paesaggio e di storia dellisola dElba, le ex strutture minerarie di Vigneria a Rio Marina, dove dovrebbe sorgere il Villaggio Paese da 47.550 metri cubi. Lidea è del 1997. E da allora il Demanio ha più volte cercato di cedere quel pezzo pubblico di isola attraverso tre aste andate regolarmente deserte. Un gioco allofferta al ribasso che non si ferma e che - secondo Legambiente dellArcipelago - più va avanti e più aumenta i rischi di speculazione e scempio. Adesso il Demanio prova a piazzare terreni e ruderi a chi formulerà la migliore offerta entro il 15 febbraio 2010 con versamento di una cauzione di appena il 5, particolare che metterebbe il bene a disposizione di molte tasche e che lo espone alla mercé anche di speculatori di basso profilo. Una svendita da evitare, insomma, secondo gli ambientalisti. E un intero promontorio a picco sul canale di Piombino. Terreni, strade, fabbricati civili e industriali su una superficie di sei ettari. In questa zona per decenni hanno vissuto e lavorato gli operai impegnati nel trattamento e nellimbarco dei minerali ferriferi. Tutto è adesso in penoso stato di abbandono. Ma ci sono un piano attuativo approvato in via definitiva dal Comune e un progetto di massima che ne prevedono la trasformazione nel «Villaggio Paese». Un boccone ghiotto, per alcuni, nonostante che la realizzazione dellopera debba passare attraverso un ulteriore percorso autorizzativo e sebbene le precedenti aste siano andate deserte: si era partiti da una richiesta base di 11 milioni per poi scendere a meno di 9, adesso ci si riprova con la vendita alla migliore offerta libera. «Anche il sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi, deputato Udc ed ex sottosegretario del governo Berlusconi - ricorda Legambiente dellArcipelago - assicurò un taglio del mega progetto. Ma dopo poco pochi mesi il Demanio ripropose per intero il progetto di massima originale e la nuova colata di cemento sulle coste elbane». Qualche perplessità sulloperazione è emersa anche in esponenti del centrodestra, come Tommaso Foti, che da parlamentare del Pdl propose due anni fa uninterrogazione nella quale ricordava che la cementificazione del Villaggio Paese sarebbe stata pari alla realizzazione di una palazzo alto quattro piani, largo 15 metri e lungo circa 200, per realizzare «un progetto che si basa su una concezione di sviluppo turistico vecchia: il mega villaggio vacanze autosufficiente». Ma tantè. «Il Demanio - denuncia Legambiente - torna a cercare di piazzare lecomostro di Stato con lo sconto».