Una mostra sul restauro dello spettacolare quadro di Rovetta e un percorso tra i capolavori della Città Alta Il Paradiso di Tiepolo, dopo il restauro, torna a risplendere di luce propria. Si tratta del grande dipinto (cm 383 x 236) raffigurante la Gloria di Ognissanti, comunemente ribattezzato il Quadro del Paradiso, che Giambattista Tiepolo (1696-1770), il più grande pittore italiano del Settecento, realizzò nel 1734 per la chiesa parrocchiale di Rovetta, un paese della profonda Valle Seriana. Da oggi (inaugurazione ore 18.30) nel Palazzo della Ragione, nel cuore di Bergamo Alta, i visitatori avranno lopportunità di ammirare da vicino questa spettacolare pala daltare, perfettamente illuminata ed esposta accanto al suo bozzetto, anchesso fresco di restauro, solitamente conservato al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Per loccasione, il Rotary Club Bergamo Nord e la Parrocchiale di Rovetta, che hanno patrocinato i restauri, hanno organizzato anche un "itinerario tiepolesco" per riscoprire i capolavori del maestro veneziano in città. Tiepolo soggiornò più volte a Bergamo, che nel Settecento era un estremo avamposto della Serenissima Repubblica di Venezia, e anche dopo essere tornato in laguna continuò a mantenere i rapporti con i committenti bergamaschi. Il percorso parte proprio dal Palazzo della Ragione dove, oltre al Quadro del Paradiso, viene presentata una selezione di opere dellAccademia Carrara (chiusa per restauri), tra cui si trova anche la splendida teletta di Tiepolo con il Martirio di San Giovanni Nepomuceno. La seconda tappa è a pochi passi, nella Cappella Colleoni, uno degli edifici più belli della Città Alta, costruita da Giovanni Amadeo nella seconda metà del Quattrocento: qui Tiepolo tra il 1732 e il 1733 affrescò la volta con le allegorie delle Virtù e scene della vita del Battista. Si passa quindi in Duomo, per il quale, da Venezia, nel 1745 il pittore spedì lenorme pala (cm 502 x 240) raffigurante il Martirio di San Giovanni, vescovo di Bergamo. Infine, nella chiesa di San Salvatore, si incontra la semisconosciuta tela con San Giuseppe e il Bambino, di commovente dolcezza e delicato intimismo: il dipinto, che presenta una rara e curiosa iconografia, mostra il piccolo Gesù stretto affettuosamente tra le braccia di Giuseppe. Tiepolo ebbe uno speciale feeling con la Lombardia e si recò a più riprese anche a Milano, dove ha lasciato diverse opere, tra cui spiccano gli straordinari affreschi di Palazzo Clerici e di Palazzo Dugnani. Tornando al Paradiso, come è possibile che un importante quadro di un pittore richiesto dai sovrani di tutta Europa sia finito in un paese delle valli bergamasche? Nel Settecento, Rovetta godeva di un certo benessere economico, grazie alla produzione di tessuti pregiati, e i Fabbricieri della Parrocchia decisero che anche loro potevano permettersi un pittore famoso. Nel 1973 il quadro venne rubato da un manipolo di ladri tanto maldestri e sprovveduti da ricordare i protagonisti del film I soliti ignoti: si fecero chiudere in chiesa e, nottetempo, tagliarono malamente i bordi della tela e la piegarono, causandole gravi danni. Ignari del fatto che un quadro noto in tutto il mondo era praticamente invendibile, vennero presto catturati e il dipinto recuperato. Il restauro appena terminato, condotto da Antonio Zaccaria, sotto la direzione scientifica di Amalia Pacia, ha ridato piena leggibilità alla tela, grazie a unaccurata pulitura, e ha consentito importanti scoperte riguardo alla tavolozza di Tiepolo che, ad esempio, utilizzava il blu di Prussia, scoperto solo pochi anni prima in Germania.