L'occasione è quella da cogliere al volo, per non farsi scappare l'opportunità di assistere ad un evento unico. Grazie alla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, Palazzo Spada apre per la prima volta al teatro le sue sale seicentesche impreziosite dalla celebre galleria prospettica progettata dal Borromini (1653), che si estende lungo il cortile del palazzo. Così, dopo l'affascinante viaggio attraverso le stanze segrete di Palazzo Braschi, la seconda e ultima tappa della riuscitissima rassegna dell'Estate Romana, Passaggi Segreti , approda alla Galleria Spada con la pièce in costume pensata su misura dal regista Roberto Marafante, Il giardino segreto . Un vero e proprio spettacolo nello spettacolo dove, alla vicenda teatrale, pervasa da un forte clima illuminista e scandita da un susseguirsi d'intrighi amorosi tra un giovane aristocratico e una nobile signora, fa inevitabilmente da contraltare l'incredibile suggestione del palcoscenico naturale, che viene svelato dal susseguirsi della narrazione. E' così forte l'impatto con le meraviglie della galleria che, in molte situazioni, le pause di raccordo tra una scena e l'altra, sono appositamente pensate per permettere allo spettatore di godere appieno della magnificenza delle opere che incontra. In questo palazzo tardo cinquecentesco fatto edificare dal cardinale Girolamo Capodiferro tra il 1548 e il 1554 e poi venduto (nel 1632 per circa 3200 scudi) al cardinale Bernardino Spada, si può assistere a capolavori assoluti. Come "Davide con la testa di Golia" del Gentileschi (1610), "La morte di Didone" del Guercino (1631) o "Allegoria della strage degli innocenti" di Pietro Testa (1630-1640). Da stasera, fino al 18 luglio (con prenotazione obbligatoria allo 06.6795130).
Il giardino degli intrighi
La Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano ha aperto Palazzo Spada per la prima volta al teatro. La rassegna dell'Estate Romana, Passaggi Segreti, si è conclusa con la pièce "Il giardino segreto" al palazzo. La pièce è stata pensata su misura dal regista Roberto Marafante e è stata rappresentata nella galleria prospettica del palazzo, progettata dal Borromini. La galleria è stata utilizzata come palcoscenico naturale e le pause di raccordo tra le scene sono state appositamente pensate per permettere allo spettatore di godere appieno della magnificenza delle opere d'arte presenti nel palazzo.
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