La decisione finale spetta sempre al Comune: il caso di Montalbano insegna Il Montalbano. Un territorio collinare tra Empoli e Pistoia, ricco di insediamenti storici, coperto da boschi e vigne, candidato a diventare ununica area protetta. Due anni fa il comune di Serravalle Pistoiese prevedeva nel regolamento urbanistico di realizzarvi un villaggio turistico di 80 appartamenti e 372 posti letto. La localizzazione era in una zona boschiva di proprietà di un grosso vivaista pistoiese, la procedura seguita era illegittima, perché linsediamento non era stato dimensionato nel piano strutturale. A una mia lettera pubblicata su Repubblica nel novembre 2007, lassessore al territorio della Regione Toscana, sempre su Repubblica, rispondeva: «Non trovo scandalosa una previsione di piano che in un parco immagina un intervento edilizio da destinare ad una limitata capacità di accoglienza per studenti o studiosi di passaggio. Cosa diversa è se mi trovo di fronte a un complesso turistico vero e proprio. Il Pit (leggi: piano paesaggistico) pone una riserva tale fino a prevedere specifiche procedure di contrasto. Abbiamo da mesi concordato una linea con il comune di Serravalle. . questo lavoro in corso porterà a un adeguamento normativo degli strumenti urbanistici e a unadeguata dislocazione dellintervento». Sono passati due anni e il piano attuativo del villaggio turistico è stato approvato senza che niente sia stato cambiato: stesso volume, stessi appartamenti, stessa localizzazione. Di un vero e proprio complesso turistico si tratta. Il comune di Serravalle ha sanato formalmente le irregolarità e liter amministrativo ha avuto i timbri di legge; la conferenza di servizi (larea è soggetta a vincolo paesistico) non ha avuto niente da obiettare, salvo ritocchi cosmetici. Procedura legittima e perciò tanto più preoccupante dal momento che il Pit esclude questo tipo di insediamento nel territorio collinare. Quale è il nodo critico che ha mandato in fumo le buone intenzioni dellassessore? E il fatto che sono gli stessi comuni ad autocertificare la conformità dei propri strumenti al piano paesaggistico e che ai comuni spetta lultima parola. Si costruirà quindi il villaggio in sprezzo ad ogni considerazione di buon senso e ignorando le rilevanti criticità emerse nella stessa valutazione del piano attuativo. Si dirà che la legge è stata osservata; questo è laspetto più preoccupante perché denuncia limpotenza del piano paesaggistico a impedire operazioni in contrasto alla sua filosofia e ai suoi indirizzi. Per concludere: caro assessore, come potrai dire di no agli altri otto comuni del Montalbano se vorranno realizzare, ognuno sul proprio territorio, un bel villaggio turistico nonostante tutte le raccomandazioni del Pit? Lautore è ordinario di urbanistica allUniversità di Firenze
TOSCANA -CEMENTO. Come nasce un villaggio contro il piano paesaggistico
Il comune di Serravalle Pistoiese aveva previsto la realizzazione di un villaggio turistico di 80 appartamenti e 372 posti letto in una zona boschiva di proprietà di un vivaista pistoiese. La procedura seguita era illegittima, poiché l'insediamento non era stato dimensionato nel piano strutturale. L'assessore al territorio della Regione Toscana aveva risposto a una lettera pubblicata su Repubblica nel 2007, affermando che non trovava scandalosa la previsione di un intervento edilizio in un parco. Tuttavia, il Pit poneva una riserva tale da prevedere specifiche procedure di contrasto.
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