Spesi 6 milioni, ma ledificio viola le norme di sicurezza. E lacustica è pessima Nove anni di attesa per avere un auditorium in zona Lambrate, e il risultato sono 180 posti ancora inutilizzabili per colpa di lavori mal fatti e, dicono i residenti, «unacustica ignobile». Una beffa specialmente dopo linaugurazione che il Comune fece a marzo, assieme alla biblioteca e al centro per giovani e anziani che completano il complesso di via Valvassori Peroni. Dei tre milioni inizialmente previsti ne sono stati spesi sei. Le magagne sono state scoperte durante un sopralluogo la settimana scorsa. La beffa dellauditorium mai aperto Lambrate, sala inagibile dopo 9 anni di lavori. E acustica pessima Il nuovo complesso di via Valvassori Peroni inaugurato dal Comune nove mesi fa è costato 6 milioni, il doppio del previsto Hanno provato a farci un concerto, ma il suono se lo prende tutto il soffitto senza restituirlo. Hanno ritentato con un convegno. Peccato, però, che la voce dal palco si senta solo fino alla quinta fila. Volendo utilizzare solo la platea per incontri o serate di ballo, si rischia invece che qualcuno si faccia male sui "pozzetti" alti tre centimetri che coprono i cavi. Nove anni di attesa per avere un auditorium in zona Lambrate, e il risultato sono 180 posti ancora inutilizzabili per colpa di lavori mal fatti e, dicono i residenti, «unacustica ignobile»: il che, per un auditorium, non è proprio un guaio secondario. Una beffa per gli abitanti del quartiere, e per la città, a cui questo progetto comunale è stato presentato nove anni fa. Specie dopo linaugurazione in pompa magna che il Comune fece a marzo, assieme alla biblioteca e al "Cam", il centro per giovani e anziani, che completano il nuovo complesso di via Valvassori Peroni. E specie dopo i soldi spesi, raddoppiati dai 3 milioni iniziali ai 6 effettivamente sborsati. Tutte le magagne sono venute a galla durante un sopralluogo di tecnici e funzionari comunali con un gruppo di consiglieri di zona 3, la settimana scorsa. Una sbarra piazzata in mezzo alla sala che copre la visuale in caso di proiezioni, il palco così poco profondo da non poter ospitare gli studenti del quartiere e i loro spettacoli, un gradino davanti alle uscite di sicurezza, idranti e segnaletica da adeguare, un "divisorio" ignifugo che non separa i due ingressi di biblioteca e auditorium, indispensabile in caso di incendio. Disguidi che hanno finora spinto i vigili del fuoco a non concedere lagibilità permanente. «Ledificio non rispetta le norme di sicurezza - denuncia Dario Monzio Compagnoni, consigliere della Lista Ferrante in zona 3 - ed è pieno di difetti: se cè qualche corso al Cam, nel seminterrato, lauditorium non si può usare perché sono collegati, e ci sarebbe troppa gente da far evacuare». Sulla pagina web del Comune, che loda il progetto, si legge che «non manca un auditorium» oltre ai 200 posti lettura e allarea informatica. I consiglieri di zona hanno già chiesto il verbale del collaudo per capire cosa sia andato storto nelliter di realizzazione. «Aspettiamo anche che il Comune ci faccia vedere il piano di modifiche a cui sta lavorando - attacca Sara Rossin, consigliere del Pd in zona 3 - le stesse che noi chiediamo da anni e che nessuno ha mai soddisfatto». Tutto il complesso di cui fa parte lauditorium ha avuto un iter travagliato. Dopo lavvio dei lavori nel 2001, il contratto dappalto con la società costruttrice (Sorgente del Consorzio emiliano romagnolo) era stato rescisso per inadempienze. Lanno scorso la corte dei Conti ha chiesto al Comune un milione di danno erariale «per negligenze accertate nella gestione dellappalto», con quattro funzionari che non avrebbero controllato le «gravissime inadempienze». Dopo anni di fermo i lavori sono stati riavviati con unaltra ditta, nel 2007, fino allinaugurazione di marzo. E alla nuova beffa. Luca Prini, consigliere del Partito comunista dei lavoratori, polemizza: «Ho presentato uninterrogazione in cui chiedo quanti soldi in più verranno spesi e chi li dovrà sborsare: è vergognoso che per riparare a lavori fatti male si debbano utilizzare altri soldi pubblici».