ARTE. Straordinaria rassegna dal 18 febbraio I 30 capolavori autografi accertati in arrivo alle Scuderie del Quirinale Una trentina di capolavori assoluti di Caravaggio, solo quelli storicamente accreditati come autografi, saranno esposti dal 18 febbraio alle Scuderie del Quirinale per la grande mostra che celebrerà il quarto centenario della morte del genio lombardo. Dal Bacco degli Uffizi ai Musici del Metropolitan Museum, dalla Cena di Emmaus della National Gallery di Londra alla Deposizione della Pinacoteca Vaticana all'Annunciazione di Nancy, la rassegna presenterà gran parte della produzione di Michelangelo Merisi, riunita insieme per la prima volta. Un'esposizione eccezionale, organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo con Mondomostre e in collaborazione con il ministero dei Beni culturali e la Soprintendenza del Polo museale romano (con il supporto di Cariparma) per il maestro seicentesco, fra gli antichi senza dubbio il pittore più amato, capace di richiamare folle di appassionati da tutto il mondo. Fare chiarezza sull'opera di Caravaggio non è cosa facile, negli ultimi anni si sono susseguiti gli annunci di ritrovamenti clamorosi, con il conseguente, acceso dibattito tra gli storici dell'arte, mentre numerose rassegne hanno sollecitato l'interesse del pubblico, spesso a sproposito. La vita di Caravaggio è ancora a tratti avvolta di mistero, segnata dal marchio di pittore maledetto. «La mostra alle Scuderie è Caravaggio, nel senso che le opere del Merisi esposte sono quelle certe, su cui nessuno ormai pone questioni», dice Claudio Strinati, ideatore della rassegna, curata dalla soprintendente Rossella Vodret e da Francesco Buranelli. «I suoi quadri sono pochi», prosegue lo studioso, non ne dipinge più di quaranta». La selezione delle opere e l'allestimento della mostra romana sono mirati a esaltare il confronto tra tematiche uguali, un fil rouge realizzato per la prima volta grazie a prestiti eccezionali. Così accanto al Ragazzo con il canestro di frutta, si vedrà il Bacco degli Uffizi, dove Caravaggio dipinse un'altra eccelsa natura morta, due opere mai messe a confronto diretto. In ambito sacro, invece, saranno affiancate alcune delle grandi pale d'altare romane e altre del periodo siciliano, tra cui il Seppellimento di Santa Lucia, punto estremo della tragica parabola esistenziale del Merisi, e le due versioni della Cena in Emmaus (dalla National Gallery di Londra e da Brera). O ancora i Musici dal Metropolitan Museum con il Suonatore di liuto dell'Ermitage e l'Amore vincitore dalla Gemaldegalerie di Berlino, fino alle tre versioni del San Giovanni Battista (dai Capitolini e dalla Galleria Corsini di Roma, e dal Nelson-Atkins Museum di Kansas City). Non mancheranno opere viste più raramente in mostre temporanee, come la Deposizione dai Musei Vaticani, l'Annunciazione dal Museo di Nancy (restaurata per l'occasione) o anche l'Incoronazione di Spine dal Kunsthistorisches Museum di Vienna.