Bagno a Ripoli La cappellina è transennata, prima era una discarica abusiva. Basterebbero 50 mila euro Il sindaco: non abbiamo soldi. L'affresco di Baroncelli curato da privati Affidata alle cure di un comitato nato per salvarla dal degrado. È la cappellina di Baroncelli, una delle più grandi edicole votive disseminate sul territorio di Bagno a Ripoli. Circa 400, secondo il censimento fatto dallo storico dell'arte Roberto Lunardi, contenuto nel piano strutturale del Comune, di cui 50 di «pregio storico artistico», risalenti al XV secolo. Mercoledì sera si è svolta l'ultima delle iniziative di raccolta fondi per il tabernacolo di Baroncelli: un concerto di mandolini al teatro comunale di Antella in favore di un monumento che ha suscitato anche l'interesse della soprintendenza per i beni per il patrimonio storico artistico. La cappellina, che si trova vicino al cimitero dell'Antella, al bivio tra via di Baroncelli e via dei Colli, contiene un affresco di ignoto del XV secolo rappresentante un crocifisso. «Una peculiarità di questo tabernacolo spiega Giuliana Righi dell'ufficio cultura del Comune perché gli altri hanno tutti l'immagine della Madonna con il Bambino. Nella nicchia il Cristo è fiancheggiato da due angeli in volo: ai suoi piedi, la Maddalena dolente abbraccia la Croce; sullo sfondo la visione di Firenze come appariva dal poggio di Baroncelli sul finire del '400. Una bellezza artistica sfuggita allo studio degli storici dell'arte». L'affresco, sottoposto a ridipinture nel corso dell'Ottocento, è attraversato da due crepe longitudinali (che però non interessano il Cristo), l'edificio che lo ospita è in condizioni preoccupanti. Da quando è nato il comitato (nel dicembre 2007), il tabernacolo non è più usato come discarica abusiva (nel 2006 i vigili avevano trovato all'interno tubature in eternit) ed è stato transennato. La proprietà è ora della parrocchia di Santa Maria a Quarto a cui l'oratorio è stato donato nel 2008 dalle signore Turrini. «Abbiamo stimato continua Giuliana Righi che per un primo recupero servirebbero 50 mila euro. Non è una cifra esorbitante, ma non ci siamo ancora arrivati». Il Comune dà il patrocinio alle iniziative del comitato di Baroncelli, ma il sindaco Luciano Bartolini avverte: «Servono sponsor privati, il coinvolgimento di volontari, per finanziare la conservazione di queste opere; il bilancio comunale consente solo interventi di coordinamento ». In passato sono stati fatti due importanti interventi di restauro a tabernacoli con l'aiuto dell'associazione degli Amici dei musei. Nel 2000 si è pensato a mettere in sicurezza il tabernacolo di Rimaggino in via della Croce che racchiude l'affresco trecentesco di Niccolò di Pietro Gerini; nel 2004 è stata la volta del tabernacolo del Podestà, tra via Roma e via della Nave, a Bagno a Ripoli. Gli affreschi conservati all'interno sono attribuiti al Maestro di Signa. Altre decine di tabernacoli sopravvivono come possono alle intemperie e all'usura del tempo, le lettere che arrivano in Comune segnalano quelli a rischio di crollo. «Sono sottoposti a vincoli di tutela spiega Giuliana Righi ma la responsabilità della loro conservazione » è dei proprietari «del terreno dove si trovano e del muro su cui poggiano». Lisa Baracchi