La proposta Una versione estiva delle «Lezioni» Gli artisti francesi del duo «Skertzo» l'hanno già fatto. Anche a Gerusalemme Ese le Lezioni di Storia di Napoli, che hanno conosciuto un successo così grande all'auditorium della Rai, le trasformassimo, in un futuro prossimo venturo (per esempio, quest'estate) in uno spettacolare evento visivo, da proiettare su monumenti e mura secolari della città? Da qualche anno due artisti francesi, Hélène Richard e Jean-Michel Quesne (sono ormai famosi come il duo Skertzo) incantano gli spettatori francesi con effetti visivi e sonori da lasciare senza fiato, trasformando le facciate di cattedrali gotiche (Amiens, Rouen, Poitiers), le mura delle città storiche (vedi Le Mans), i castelli rinascimentali (soprattutto Chambord) in irripetibili spettacoli storico-artistici, col ricorso a sofisticate tecniche cinematografiche e a proiezioni ologrammatiche che danno l'illusione del rilievo. Il passato ritorna così con un impatto visivo straordinario, che va ben oltre i vecchi spettacoli son et lumière iniziati proprio a Chambord. Certo manca il potere maieutico della parola, ma la forza evocativa delle immagini in movimento (in luoghi aperti, sotto le stelle) ci fa percepire il passato con la stessa conturbante intensità. Ha detto di recente Hélène Richard: «È molto stimolante voler ''illuminare'': ci sono tante località in cui vorremmo operare, fra cui molti siti culturali e artistici. Ma anche il patrimonio contemporaneo si presta meravigliosamente alla messa in scena di nuove storie». Ricorda ancora Hélène Richard: «L'immagine che proiettiamo ha un ruolo fondamentale all'interno delle nostre realizzazioni, anche se noi la manipoliamo in maniera di volta in volta diversa». Un po' da «cineasti», un po' da «videasti», un po' da «proiezionisti», come Philippe Noiret che in Nuovo Cinema Paradiso ingigantiva Totò sulla piazza del paese anche se poi la pellicola prendeva disgraziatamente fuoco. Quest'anno il duo Skertzo si è spostato a Gerusalemme. All'interno della cittadella della Torre di Davide, di sera, si «illuminano» dinanzi allo sguardo incantato dei turisti tremila anni di storia. Musiche e suoni accompagnano i quadri viventi convocati tra mura e torri merlate. Passano così, in velocissimi 45 minuti, gli assiri, i romani, i mamelucchi, i crociati, il «feroce» Saladino, gli inglesi, i rotoli del Mar Morto, tra incendi terribili (quello provocato dai legionari di Tito), scorribande, scimitarre che s'incrociano, fino alla nascita tormentata dello Stato di Israele. È il passato che si srotola come pura fantasmagoria, ma tutto è storicamente e plasticamente credibile, in un avvicendarsi senza tregua di colori, musiche, suoni. Perché non tentare la stessa cosa per i venticinque secoli della storia napoletana (e campana), utilizzando come schermo ideale, come sortilegio visivo, il Maschio Angioino o Castel Sant'Elmo o i palazzi storici di Napoli (o, dilatando lo sguardo, la Reggia di Caserta o il Castello di Arechi a Salerno o l'Arco di Traiano a Benevento)? La storia, ma anche l'arte. Perché uno degli spettacoli più belli del duo Skertzo è stata la proiezione, sulla facciata della cattedrale di Rouen e sul Musée des Beaux Arts, dei quadri più celebri dell'Impressionismo, a cominciare dalle tele che Claude Monet dedicò proprio alla celebre cattedrale. È come se noi pantografassimo sui rilievi di Piazza Plebiscito le Sette opere di Misericordia di Caravaggio o la Tavola Strozzi col fulgore della Napoli aragonese. Hélène Richard e Jean-Michel Quesne forse sarebbero felici di darci una mano. Non sarebbe una messa in scena meravigliosa, oltre che insolita?