L'EDITORIALE Per le potenzialità, poi, basta richiamarsi al notevole patrimonio di beni culturali e ambientali di cui la Campania è particolarmente ricca, per chiudere il discorso. Un patrimonio che uno studioso della Bocconi, riferendosi al Mediterraneo in generale, ha suggestivamente definito «il petrolio verde». Si badi bene, la messa in valore di questa potenzialità non significa solo turismo. Significa anche agibilità del territorio e quindi capacità di stimolare e attivare investimenti produttivi. Ma quali sono i problemi? Anche qui il discorso sarebbe lungo. Basta però fare riferimento ad una sola fondamentale carenza per rendere l'idea. La mancata modernizzazione del territorio, sotto ogni profilo. Un territorio, anch'esso una risorsa, forse la più importante, così come emerse da un convegno di Confindustria al Lingotto di Torino nell'85. Tra l'altro una risorsa scarsa qui nel nostro paese, tenuto conto che in Italia in media solo il 23 è pianura, qui in Campania addirittura solo il 14. Cosa fare per porre in valore le risorse e le potenzialità e quindi risolvere i problemi? Forse troppo spesso si è ricordato l'ammonimento di Guido Dorso, l'invito a saper «intendere il significato rivoluzionario del decentramento amministrativo ». Dobbiamo però riconoscere che non sempre ci siamo riusciti. Nemmeno con gli strumenti della straordinarietà. Di recente proprio a questo proposito su questo giornale si coniò una sorta di slogan: «Una gestione straordinaria dell'amministrazione ordinaria», un appello questo che sembra aver trovato una autorevole eco nel corso del convegno sul Mezzogiorno indetto alcuni giorni fa dalla Banca d'Italia. Nel Sud, «il processo di cambiamento è troppo lento», ha osservato il governatore Draghi. «Il divario deriva da una minore efficienza in tutti i settori, non da una carenza di spesa», ha chiarito. Sostanziata, questa sua affermazione, dai pregevoli studi e dalle preziose indicazioni illustrate nel corso dell'incontro. E a questo riguardo in quella sede non poteva mancare un riferimento al federalismo fiscale. L'adozione del quale, avverte il governatore, dovrebbe essere l'occasione per conferire finalmente efficienza all'azione pubblica sia per la fase decisionale, che per quella burocratica e amministrativa; sia per lo sviluppo economico che per la qualità della vita, vale la pena precisare. In altri termini, l'introduzione nella pubblica amministrazione di quel criterio con cui si misura l'efficienza aziendale: la produttività.