La direttrice del Museo diocesano: anche musulmani in fila per vederli Che sia vero o attribuito, questo Crocifisso fa sempre parlare di sé. E ora insieme a quello realmente realizzato da Michelangelo (sono esposti uno di fronte all'altro) sta facendo la fortuna artistica del Museo diocesano. L'ultima notizia riguarda il blitz dei Carabinieri al Collegio Romano per ordine della Corte dei Conti, in merito all'inchiesta sulla trattativa che ha portato all'acquisto, un anno fa, da parte dello Stato, del «Cristo ritrovato» attribuito a Michelangelo al prezzo di tre milioni e 250mila euro. L'ipotesi è di danno erariale. Il Cristo ritrovato è in mostra al Museo diocesano di Napoli dall'11 maggio. Lo scorso 3 dicembre, dopo una difficile trattativa con il Comune di Firenze, la soprintendenza e i padri Agostiniani, e grazie alla tenacia del cardinale Sepe, è arrivato a fargli compagnia il più accreditato capolavoro Michelangiolesco denominato Crocifisso di Santo Spirito. Le due meravigliose sculture sono attualmente una davanti all'altra, poterle vedere insieme e confrontarle è un'occasione unica al mondo. Ed è questa la vera novità. «Sono entrambi dei capolavori che danno un emozione profonda dice la direttrice del Museo diocesano di Napoli, Carmen de Rosa - l'attribuzione è una questione che riguarda i grandi esperti, ma noi stiamo assistendo ad un fenomeno dalla portata mondiale, i due Crocifissi attirano migliaia di persone che rimangono ore ad ammirarli, e, a dire il vero, molti dei nostri visitatori trovano più bello il ritrovato forse perché più piccolo o forse per i particolari più definiti, come ad esempio i tendini. Ma per tutti il confronto rimane un'opportunità unica. «E le cifre danno ragione. La mostra è stata visitata dal 3 dicembre ad oggi, da duemila persone, un record. Oltre ai tantissimi napoletani, tanti turisti: vengono da Bologna, Firenze, Avellino, Milano, Torino, Bari Catania. Senza contare gli stranieri: francesi soprattutto, ma anche tanti spagnoli ed inglesi. «Abbiamo avviato una campagna pubblicitaria di affissione - aggiunge la de Rosa - che andrà avanti fino a Natale, funziona molto bene la propaganda via internet. Insomma stanno aumentando sia l'interesse che la curiosità per questa straordinaria esposizione». Così come non va trascurato l'aspetto emotivo e spirituale che la contemplazione dei due Cristi riesce a trasmettere. Sarà la perfezione dei tratti o l'intensità dell'espressione dei volti, ma di certo da essi trasuda tutto la sofferenza di un uomo inchiodato sulla croce, e questo indipendente dalla religione che si professa. «Abbiamo notato anche musulmani in contemplazione dei Crocifissi - precisa la direttrice del Museo . L'unica nota dolente è lo stato di abbandono di largo Donnaregina dove manca qualunque tipo di controllo. Abbiamo allestito con la IV municipalità l'albero davanti al Duomo, risistemato le fioriere più volte, fatto ripulire la piazza, ma continuiamo a notare che è invasa da rifiuti di ogni genere, così come assistiamo a gruppi di turisti che puntualmente vengono presi a pallonate. Noi ce la mettiamo tutta, ma senza un controllo non ce la possiamo fare ». I due crocifissi rimarranno in esposizione fino al 31 gennaio. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 9,30 alle 19.
NAPOLI - CROCIFISSO. Vero o no, affascina tutti
Il Museo diocesano di Napoli ospita due capolavori: il Cristo ritrovato attribuito a Michelangelo e il Crocifisso di Santo Spirito. La mostra è stata visitata da duemila persone in un solo mese, con record di affluenza. I due Crocifissi attirano migliaia di persone che rimangono ore ad ammirarli. La direttrice del Museo, Carmen de Rosa, afferma che la mostra è un fenomeno dalla portata mondiale e che le cifre danno ragione. La mostra sarà aperta fino al 31 gennaio. Il museo è aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 9,30 alle 19. La mostra è stata promossa con una campagna pubblicitaria di affissione che andrà avanti fino a Natale.
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