Anche il Natale, dopo il Ferragosto, si prospetta nel segno dellimmondizia. In un caleidoscopio di milioni spariti e promessi, di complicate contese giudiziarie e improbabili piani di risanamento, lunica certezza è lavvenuta trasformazione del paesaggio urbano: ville e palazzi, negozi e monumenti incorniciati da volute di sacchetti neri bucati, da arabeschi di scatoloni squartati, da ghirigori di bottiglie accartocciate. A questo punto converrebbe fare di necessità virtù, e puntare su originali attrattive turistiche: organizzando corse dei sacchi (di spazzatura), oppure estemporanee di scultura con oggetti di scarto riciclabili. O infine un concorso di idee per il nuovo gonfalone della città: cancellata laquila, sullo stemma troneggi, maestoso e regale, un cassonetto straripante.