L'architetto Centauro lancia alcune idee: incentivi per chi riapre e iniziative a tema Innanzittutto ha lavorato di suole. Di scarpe. L'architetto Giuseppe Centauro lo scorso settembre ha percorso chilometri e chilometri armato di macchina fotografica e blocco di appunti per documentare lo stato del centro storico. Lo scopo era quello di completare l'incarico ricevuto dalla passata amministrazione comunale di aggiornare il piano del decoro urbano. In questa prima fase l'architetto si è concentrato sul monitoraggio delle attività commerciali: inventariando i fondi non più attivi o dismessi (i fondi non residenziali chiusi sono risultati 646 al 30 settembre 2009, un incremento notevole rispetto all'ultimo triennio, osserva l'architetto Centauro), osservando e valutando insegne, vetrine, affissioni, illuminazioni e targhe. Oltre alle condizioni delle strade e marciapiedi, dell'arredo urbano in genere. La relazione di sintesi su questa prima fase del lavoro è stata consegnata dall'architetto Centauro, attualmente consigliere del sindaco Cenni, alla giunta. La fase successiva sarà quelle delle proposte d'intervento. Il monitoraggio dell'architetto Centauro ha confermato ciò che ormai è sotto gli occhi di tutti: il centro storico ha bisogno di una bella iniezione di vitalità. «La crisi degli ultimi anni, il declino commerciale - spiega Centauro - la concorrenza della grande distribuzione ma anche il disimpegno della passata amministrazione nell'ultima fase della legislatura, hanno accresciuto la trascuratezza complessiva del centro storico. E' vero che c'è un regolamento sul decoro urbano ma deve essere fatto rispettare». Ritiene che l'aumento delle attività commerciali di extracomunitari abbia davvero peggiorato la qualità dell'offerta? Non pensa che un kebab equivalga l'ennesima pizzeria a taglio? «La qualità non ha frontiere - replica - bisogna valutare caso per caso». A giudizio dell'architetto Centauro il rilancio, in futuro, dovrà poggiare su alcuni capisaldi, tra questi la nuova biblioteca Lazzerini e il museo civico finalmente riaperto. «Dovranno fare da indotto commerciale» sottolinea Centauro «i pezzi pregiati devono essere rivalutati. Lo stesso Castello dell'Imperatore non è valorizzato al meglio. I margini di crescita ci sono, eccome». Le idee non mancano: intanto un bando per incentivare il recupero dei fondi sfitti. Poi occuparsi dell'arredo urbano rifacendo strade e marciapiedi. Quindi progettare iniziative a scadenza fissa per alcune zone, tenendo conto delle identità di ciascuna, per rianimarle e riportarle al centro della vita cittadina: da San Domenico a via S. Chiara, ora che può contare sulla nuova biblioteca, da via S. Trinita a piazza Mercatale. In un caso può essere organizzata una mostra di artigianato, in un'altra una fiera dedicata ai prodotti tipici. Anche il recupero dei bastioni potrebbe essere una chiave di volta per aprire nuove prospettive sulla città. C'è bisogno, comunque, di rimettere un po' d'ordine. La pista del ghiaccio, ad esempio, in piazza Duomo, non è il massimo. «Iniziativa lodevole - risponde diplomatico Centauro - ma forse risente di un approccio agli spazi un po' passato. Non dimentichiamoci che a Firenze era stata allestita in piazza S. Croce...».