PATRIMONIO. Solo un'acquisizione di documenti per la Corte dei Conti Nessun blitz riguardo al crocefisso ligneo di Michelangelo né c'è stata alcuna perquisizione dei Carabinieri al ministero dei Beni Culturali ma una semplice «acquisizione di documenti da parte dei carabinieri dei Beni Culturali, quelli cioè che lavorano con il ministero, sulla base di una richiesta della Corte dei Conti che nel febbraio 2009 ha aperto un fascicolo sulla acquisizione da parte dello Stato del Cristo. Acquistato dallo Stato l'11 dicembre del 2008 per 3,250 milioni di euro, il crocifisso è in legno di tiglio. Non c'è la firma e non è stata mai trovata una documentazione che ne accerti l'autografia, ma secondo gli studiosi l'opera sarebbe stata eseguita intorno al 1495 da un Michelangelo allora ventenne. Mostrata per la prima volta al pubblico italiano nel 2004 a Firenze, in una mostra al museo Horne, la scultura era di un antiquario torinese, che a sua volta l'aveva acquistata da una famiglia fiorentina. L'attribuzione porta la firma degli storici Giancarlo Gentilini, Luciano Bellosi, Umberto Baldini, che hanno studiato l'opera per oltre 15 anni interpellando anche alcuni anatomopatologi, secondo i quali l'artista avrebbe raffigurato il corpo di un trentenne morto da meno di 48 ore. Michelangelo nel 1492 era a Firenze, ospite del convento di Santo Spirito dove analizzava i cadaveri provenienti dall'ospedale per studiarne l'anatomia. Tra i sostenitori dell'attribuzione michelangiolesca, l'attuale direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e la responsabile del polo museale di Firenze Cristina Acidini, autrice di una monumentale monografia su Michelangelo.
Niente blitz di carabinieri per il Cristo di Michelangelo
La Corte dei Conti ha richiesto documenti al ministero dei Beni Culturali riguardo all'acquisizione del crocifisso ligneo di Michelangelo. I carabinieri dei Beni Culturali hanno acquisito i documenti sulla base di questa richiesta. Il crocifisso è stato acquistato dallo Stato nel 2008 per 3,250 milioni di euro. Non c'è la firma e non è stata trovata una documentazione che ne accerti l'autografia. Gli studiosi attribuiscono l'opera a Michelangelo, che l'aveva eseguita intorno al 1495. La scultura è stata mostrata al pubblico italiano per la prima volta nel 2004.
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