Il sottosegretario: listruttoria è solo routine FIRENZE - «Nessun blitz» per il crocifisso attribuito a Michelangelo, dice il ministero dei Beni culturali. Ma è solo un problema di termini: i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale si sono presentati venerdì scorso in via del Collegio Romano per prelevare i documenti relativi allacquisto da parte dello Stato della scultura lignea, ora esposta al Museo diocesano di Napoli e destinata al museo fiorentino del Bargello. Acquistata nel dicembre del 2008 per 3 milioni e 250 mila euro, col parere favorevole dellallora soprintendente Antonio Paolucci, oggi direttore dei Musei Vaticani, e della soprintendente al Polo museale fiorentino Cristina Acidini, presentata dal ministro Bondi come «un importante arricchimento del nostro patrimonio», ma a giudizio di molti autorevoli storici dellarte solo un oggetto "seriale" di bottega artigiana, niente affatto di Michelangelo. Il ministero, nella apparente smentita di ieri, ha in realtà confermato lavvenuta «acquisizione di documenti» da parte dei carabinieri «sulla base di una richiesta fatta dal magistrato della Corte dei Conti», che da febbraio indaga sullacquisto ipotizzando il danno erariale. Il prezzo pagato per la scultura potrebbe essere stato infatti troppo alto per un falso Michelangelo, e troppo basso per unopera del grande scultore. Lo Stato, hanno sempre sostenuto i critici, avrebbe dovuto insospettirsi, come i privati e le banche cui lantiquario torinese Giancarlo Gallino lo aveva già offerto (a 15 milioni di euro) e che avevano tutti rifiutato. «Nessuna comunicazione, al momento», secondo il ministero, ci sarebbe stata invece «da parte della Procura della Repubblica». Secondo fonti di Piazzale Clodio, nei mesi scorsi sarebbe arrivato un esposto-denuncia relativo alla vicenda, il cui fascicolo è stato subito trasferito alla Procura di Torino. Ma il ministero insiste sulla correttezza di tutte le procedure seguite: «Sullacquisto del crocifisso abbiamo ascoltato la direzione generale dei Beni artistici e architettonici, che si avvale di un comitato tecnico di settore insediato al ministero e che si è pronunciato per tre volte a favore dellacquisizione, ritenendo lopera importante» ha dichiarato ieri il sottosegretario Francesco Giro, ricordando lattribuzione della scultura a Sansovino, «grande artista del Rinascimento», da parte della storica Margrit Lisner. Giro sottolinea inoltre che, «come ogni atto dellamministrazione pubblica», la procedura di acquisizione dellopera «è stata denunciata alla Corte dei Conti», mentre le trattative sul prezzo con lantiquario torinese, «partite quando era ministro Francesco Rutelli», sono state seguite, nel dicembre 2008, «da regolare contratto». A suo giudizio, insomma, quella della Corte dei Conti è solo «unistruttoria di routine».