Nell'inchiesta sono coinvolte 19 persone A caccia di reperti archeologici rubati nel Sud Italia e nel Triveneto da Roma al Connecticut. Un tesoro del valore di alcuni milioni di euro che una banda di trafficanti era riuscita in parte a esportare negli Usa. E per questo motivo ieri mattina, negli uffici del comando del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza in via dell'Olmata è intervenuto anche l'ambasciatore americano David Thorne, che ha illustrato i dettagli dell'operazione di polizia giudiziaria che ha portato al recupero di una grande quantità di oggetti. Fra questi un busto dell'imperatore Augusto, anfore e monete, tutti reperti di epoca romana e greca. «La stretta collaborazione tra i nostri due Paesi - ha spiegato Thorne - ha permesso di ritrovare opere di altissimo valore artistico. Questo è un segnale importante di una collaborazione eccellente fra le autorità italiane e quelle Usa». Si tratta di un'indagine complessa che ha portato al rinvenimento di 1.670 manufatti che vanno dal IX secolo a.C. all'età imperiale trafugati da alcune aree sepolcrali nel Mezzogiorno e nel Triveneto. L'inchiesta, scattata nel 2007 e coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pubblico ministero Paolo Giorgio Ferri, ha potuto contare sulla collaborazione degli investigatori statunitensi del Department for the homeland security perché alcuni oggetti sono stati recuperati negli Usa. In particolare in una cittadina dello stato del Connecticut. Soprattutto nelle cittadine di Wallingford e Meriden. Sono 19 le persone denunciate. Fra queste due casertani, ritenuti i responsabili del furto del busto dell'imperatore Augusto. Gli inquirenti hanno ricostruito l'intreccio criminale che consentiva alle opere d'arte di raggiungere anche gli Stati Uniti grazie ai contatti dei due campani con alcune persone residenti negli Usa. In particolare tre fratelli italo-americani. In territorio statunitense è stato individuato un ricco corredo funerario del VI e V Secolo a.C. proveniente da un sepolcro gentilizio del territorio campano. La banda era in procinto di trasferire in Austria gli oggetti provenienti dagli scavi clandestini. R. Do.