Il Corriere ha posto in modo chiaro e persuasivo ciò che viene giustamente ritenuta «Brera, l'incompiuta più lunga d'Italia». Un anno fa, il 24 novembre 2008, veniva firmato a Milano un protocollo di accordo tra il ministero dei Beni culturali (Sandro Bondi), il ministro della Difesa (Ignazio la Russa), il presidente dell'Accademia di Brera (Gabriele Mazzotta) e il sindaco (Letizia Moratti) che prevedeva il parziale trasloco dell'Accademia nella caserma di via Mascheroni. Ad oggi, dopo un anno, non è stato fatto assolutamente niente. Non esiste alcun progetto di fattibilità tale da poter affermare che la caserma di Via Mascheroni con le aree a verde circostanti non si adatti quale nuova sede per la didattica dell'Accademia. Inoltre, all'architetto Mario Bellini, vincitore del concorso per la stesura del progetto della Grande Brera, non è stata data neppure la mappa degli spazi del palazzo di Brera sui quali impostare il nuovo progetto. C'è stata una dura reazione degli studenti e di alcuni professori dell'Accademia all'ipotesi di spostamento: si è parlato in modo molto approssimato e senza elementi conoscitivi di insufficiente disponibilità degli spazi e di inadatte condizioni dell'edificio di via Mascheroni a ospitare la didattica dell'Accademia. Come uscirne? Un progetto di massima per la sistemazione a via Mascheroni della didattica dell'Accademia va fatto al più presto. Per superare questo «impasse», gli Amici di Brera, che da tempo lamentano l'assoluto immobilismo del sistema e le inaccettabili condizioni di pulizia e di incredibile mancanza di manutenzione dell'intero palazzo, sono disposti a offrire un «progetto di massima» della nuova sede per la didattica dell'Accademia nella caserma di via Mascheroni. Lo scopo è quello di sbloccare una situazione che rischia di diventare un beffa per Milano. Aldo Bassetti Presidente Associazione Amici di Brera