VENEZIA - Un altro capitello danneggiato nella città lagunare, a San Pietro di Castello, questa volta, in una calle dietro il campanile. Anche quello domenica sera, solo che non era stato scoperto, così come una statuetta della Madonna di scarso valore, fatta completamente in briciole. Il capitello colpito raffigura San Pietro nell'atto di ricevere dal Bambin Gesù le chiavi del Paradiso. Anche qui, al santo sono state mozzate le mani. E l'uomo individuato, il cinquantenne con evidenti problemi psichici fuggito dal ricovero coatto, è stato scagionato dai turisti, testimoni dello scempio ai capitelli di Palazzo Ducale.L'identikit parla di un uomo sulla trentina vestitito in jeans e maglietta. Quindi le indagini ripartono da zero, mentre Venezia dibatte sull'argomento. Se il soprintendente ai beni storico-artistici di Venezia dice che sono stati colpiti i simboli della cristianità, il semiologo Paolo Fabbri gli risponde che a Venzia «è difficile che tu riesca a rompere idoli africani, è molto più faticoso. La mia tesi è che danneggiando abbiano smartellato l'aura turistica».