La lotta alla criminalità organizzata al centro, ieri mattina al Mandela Forum, del XIII Meeting dei diritti umani organizzato dalla Regione. Il cui vicepresidente Federico Gelli ha annunciato, sempre ieri, che non saranno messi allasta né venduti, come invece previsto dalla finanziaria, le 23 proprietà confiscate alla mafia in Toscana. Ad aprire la manifestazione al Mandela linno di Mameli suonato da unorchestra multietnica e intonato da 8 mila studenti delle scuole medie e superiori di tutta la Toscana, arrivati con magliette colorate e striscioni con su scritto «Nessun filo spinato potrà rallentare il vento» o «Il sole esiste per tutti». Tema di questanno quello della riconciliazione, declinato di fronte alla gremitissima platea di viale Paoli nelle sue pagine più dure: dal razzismo (affrontato dallo storico Adriano Prosperi e da uno spettacolo a cura del Teatro di Rifredi) alla guerra, dal terrorismo (con la partecipazione di Agnese Moro e Marco Alessandrini, figli dello statista Aldo e del giudice Emilio) fino, appunto, alla criminalità organizzata. Sul palco il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, il quale si è rivolto direttamente ai ragazzi: «Essere qui è già una scelta di campo. La mafia è intimidazione, sopraffazione, compromesso, ma è soprattutto una guerra, e bisogna sapere da che parte stare». «Se fosse solo un fenomeno criminale - continua - avremmo già vinto da tempo. Ma significa anche relazioni, e non finirà soltanto arrestandone la parte militare». A margine dellincontro, Grasso ha anche parlato della legge sui pentiti: «Potrebbe essere necessario, in alcuni casi, prolungare il termine dei 180 giorni per ascoltare i collaboratori di giustizia». A seguire, le dure parole di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: «Pentirsi non basta, è necessario convertirsi, rimettere in gioco la propria vita». E poi: «Lo Stato deve creare le condizioni per dare come un diritto ciò che le mafie danno come favore». Quanto alla scelta della Regione di non vendere ma recuperare i beni confiscati, si tratta di 23 proprietà fra cui la fattoria di Suvignano, nel senese: 18 poderi su un totale di 100 ettari che potranno essere utilizzati per attività venatorie, sociali e culturali. O lex raffineria di droghe a Massa e Cozzile, trasformata in un luogo di recupero dalla dipendenza, fino allHotel Paradiso a Montecatini. Questi beni, ha detto Gelli, «non devono essere venduti e se ciò fosse deciso le istituzioni locali dovrebbero cercare di appropriarsene attraverso tutte le forme previste per un trasparente acquisto». Palazzo Vecchio, intanto, annuncia che un luogo del Comune sarà intitolato a Peppino Impastato. (g.r.)
FIRENZE - Lotta mafia, lezione per 8 mila "Non venderemo i beni dei boss"
Ieri mattina al Mandela Forum, il XIII Meeting dei diritti umani organizzato dalla Regione, si è svolto con la lotta alla criminalità organizzata al centro. Il vicepresidente Federico Gelli ha annunciato che non saranno messi allasta né venduti i 23 beni confiscati alla mafia in Toscana. La manifestazione è stata aperta da un concerto multietnico e intonato da 8 mila studenti delle scuole medie e superiori di tutta la Toscana. Sul palco è intervenuto il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, che ha parlato della mafia come una guerra e ha invitato i ragazzi a scegliere da che parte stare.
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