Nicola Spinosa, una grande mostra sul Barocco a Napoli proprio ora, perché questa scelta? «Trentanni fa Raffaello Causa, soprintendente mio predecessore e storico dellarte illustre, inaugurava a Capodimonte Civiltà del Settecento. Circa un anno dopo il terremoto colpì la regione, che fu però rappresentata allestero - a Chicago e Detroit - da quella mostra che portò nel mondo la raffinata civiltà napoletana del secolo di Solimena e Vanvitelli. Nel 1982 lo stesso Causa presentò in Europa e negli Stati Uniti centocinquanta dipinti del Seicento napoletano con la mostra Painting in Naples from Caravaggio to Giordano. Da queste due grandi rassegne di successo doveva nascere Civiltà del Seicento, ma Causa morì nell84. Ereditai la mostra sul Seicento che aprì con le altre due una serie di studi facendo riscoprire quei secoli doro per il viceregno e il regno di Napoli. Come omaggio a Causa ho voluto proporre una serie di mostre, come allora, in sei musei di Napoli». Quale criterio espositivo è stato usato? «Una scelta quasi "per diletto" di opere e oggetti che documentino per quanto possibile tendenze, situazioni e personalità dellEtà del Barocco». Come sono differenziate le mostre nelle diverse sedi museali? «A Capodimonte la pittura e i disegni. Sculture e oggetti sono esposti a San Martino con ritratti di personaggi storici e vedute della città. A SantElmo una mostra fotografica di Luciano Pedicini, con tele e oggetti di culto da chiese napoletane restaurate negli ultimi due decenni. Divertissement, galanterie e «pastorellerie» sono esposti a Villa Floridiana mentre Villa Pignatelli ospita le nature morte (che chiamo «Nature in posa») di Recco, Forte, Realfonso e Nani. Cartografie e architetture completano la rassegna a Palazzo Reale».