Via alle visite al Villino Florio disegnato da Ernesto Basile Restaurati decori, boiserie tessuti e divani Torna accessibile lala ovest del maniero di Marineo Giovedì toccherà a Palazzo Ajutamicristo un gioiello del 400 feste di Natale alla scoperta dei tesori darte rimasti nascosti per anni. Dal Villino Florio a Palazzo Ajutamicristo, fino al Castello Beccadelli-Bologna di Marineo, nel giro di pochi giorni tre monumenti tornano alla luce dopo lunghi lavori di restauro. Tutti aperti al pubblico fino al 10 gennaio. Il primo a schiudere le sue porte è il Villino Florio di viale Regina Margherita, gioiello del Liberty progettato tra il 1900 e il 1901 da Ernesto Basile, su incarico della famiglia Florio. Ieri mattina linaugurazione, con lassessore regionale ai Beni culturali, Nicola Leanza. La riapertura definitiva (visite da martedì a domenica, dalle 10 alle 19, informazioni allo 091 7071403) è anche loccasione per apprezzare la riconfigurazione di alcuni arredi, decori, boiserie, legni e tessuti, divani, tutti realizzati con metodo filologico sulla falsariga del materiale documentario recuperato: il progetto, curato dalla Soprintendenza, è stato redatto da Salvo Lo Nardo. «Gli architetti hanno lavorato sulle fonti grafiche e iconografiche della Fondazione Basile - spiega la soprintendente Adele Mormino - ma anche sulle fotografie del Centro del catalogo e dellIstituto centrale del restauro». Sempre fino al 10, a ingresso libero, è possibile vedere allinterno del Villino la mostra "I Florio e la Targa" con una selezione di opere darte dei primi del Novecento, i cimeli e foto inedite della fondazione Targa Florio "Antonio Marasco", mentre il parco dellOlivuzza ospiterà alcune auto depoca che hanno reso celebre la più antica corsa automobilistica del mondo. Oggi alle 18 si apre al pubblico lala ovest restaurata del castello di Marineo, realizzato nel 1553 da Francesco Beccadelli-Bologna su una fortezza preesistente fatta costruire da Carlo dAngiò. Già sede del museo archeologico della Valle dellEleuterio, il castello ha recentemente conosciuto un nuovo lotto di lavori per il miglioramento del sistema costruttivo originario. Mercoledì alle 12,30, invece, si alzerà il sipario sullala restaurata di Palazzo Ajutamicristo (in via Garibaldi 23, visite dalle 9,30 alle 18,30 dal martedì alla domenica), costruito alla fine del Quattrocento su progetto di Matteo Carnalivari. Nei saloni appena riaperti, di proprietà della Regione dalla fine degli anni Ottanta, verrà inaugurata la mostra "Materiali della memoria": esposta una collezione di frammenti di decori provenienti da chiese e palazzi non più esistenti, e custoditi per decenni nel Villino Basile di via Siracusa e nel Palazzetto Agnello. Tra le opere più interessanti, le due stele Mellerio del Canova, architravi con bassorilievi scolpiti, stemmi da prospetti nobiliari, elementi di fontane. Al piano nobile la collezione di armi di Ernesto Cagli, donata dagli eredi alla Soprintendenza. Infine, in grande spolvero il museo Mandralisca di Cefalù, dove giovedì alle 18 si aprirà la mostra dedicata al suo fondatore: "Enrico Pirajno, nobile esploratore", con documenti, lettere, libri dalla sua biblioteca e reperti dallerbario e dalla sua collezione di conchiglie.