La fonte del battesimo di Agostino, gli affreschi: tutto brilla di nuova luce Rifatto il percorso tra i reperti, prossimiscavi a sud Un volto e una mano di donna, dei piedi scalzi, due figure che alzano le braccia al cielo. È commovente guardare i rari affreschi sopravvissuti su monconi di pareti, i pavimenti originali a rombi neri, le fondamenta possenti del Duomo che affondano le radici proprio qui, e si possono toccare con le dita. Scendendo nelle viscere della cattedrale attraverso strette scale che calano il visitatore sotto il sagrato, si apre un percorso sotterraneo appena riallestito dopo un anno e mezzo di lavori. Che mostra comera piazza Duomo prima del Duomo. E agli occhi appaiono subito i resti archeologici (IV secolo) più importanti: il battistero di San Giovanni alle Fonti, con la vasca battesimale a pianta ottagonale ancora chiaramente visibile. Luogo in cui divennero cristiani per immersione, nelle notti di Pasqua, generazioni di fedeli, e dove fu battezzato anche Agostino, dal vescovo Ambrogio, nel 387. I rari resti di marmi policromi a motivi geometrici e di tessere di mosaici doro, azzurri, rossi, argento, fanno capire come il battistero e ladiacente chiesa di Santa Tecla, di cui rimane a testimonianza solo labside, fossero luoghi ricchi di decorazioni ormai perdute. Le nuove vetrine, in cui sono stati allineati i reperti degli scavi mai messi in evidenza prima, sono state concepite proprio per stimolare limmaginazione del visitatore e far comprendere meglio comera il sito. Tarsie marmoree e intonaci dipinti, frammenti di mosaici, un anello con gemma incisa del I secolo fino a boccali medievali e rinascimentali del XV secolo. Manca solo, e purtroppo, nel nuovo allestimento la ricostruzione virtuale con il computer. Sarebbe stata utile (e piaciuta molto) soprattutto ai ragazzi delle scuole, per far comprendere la storia del luogo nel corso dei secoli. Dalla nascita alla distruzione. Il battistero fu abbattuto alla fine del '300, Santa Tecla nel 1461, sacrificate in epoca rinascimentale per ingrandire il Duomo medievale, visto che ai tempi cambiò la concezione di cattedrale a scapito di chiese antiche. Tutto fu sepolto e i lavori di scavo per riportare alla luce quel che cera iniziarono in modo sistematico nel 1961. Ma in precedenza il sito era stato pesantemente offeso dalla costruzione di un bunker antiaereo, profondo 15 metri, durante la seconda guerra mondiale e poi dalle esigenze, sempre negli anni '60, della metropolitana, linea rossa, che si sente rombare vicinissima nel sottosuolo e che conserva nel mezzanino parte di Santa Tecla. I lavori di risistemazione dellarea archeologica, con il nuovo allestimento e percorso curato dallarchitetto Francesco Doglioni («Non si è voluto indulgere nella spettacolarizzazione proprio per mantenere un rapporto intimo e diretto con il sito» dice) sono costati più di mezzo milione di euro, sborsati dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e dalla Regione (230mila euro). «Questa è lunica reliquia superstite del complesso episcopale del IV secolo, è un prezioso cuore simbolico della città - spiega Silvia Lusuardi Siena, dellIstituto di archeologia della Cattolica - . Ora un altro passo si potrebbe fare a sud, sotto il sagrato, verso Palazzo Reale, per ricostruire del tutto limmagine antica della piazza. Nessuno sa che cosa ci sia lì sotto, nella stratificazione si notano, per esempio, segni di incendio, probabilmente dellepoca del Barbarossa». E proprio sullargomento oggi e domani si terrà il convegno su comera "Piazza Duomo prima del Duomo", al museo della cattedrale, alla biblioteca Ambrosiana e alluniversità Cattolica.
MILANO - Il restauro. Nel ventre della cattedrale il cammino diventa magia
Il battistero di San Giovanni alle Fonti, situato nel sottosuolo del Duomo di Milano, è stato recentemente riaperto al pubblico dopo un anno e mezzo di lavori. Il sito è stato scavo e restaurato, e ora ospita reperti archeologici come il battistero, la chiesa di Santa Tecla e resti di marmi policromi e tessere di mosaici. I reperti sono stati esposti in nuove vetrine, che sono state concepite per stimolare l'immaginazione del visitatore. Il battistero fu costruito nel IV secolo e fu qui che Agostino fu battezzato. Il sito fu danneggiato durante la seconda guerra mondiale e negli anni '60 per la costruzione della metropolitana.
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