Solo Paul Getty aveva fatto di meglio. Infatti la prima ricostruzione filologica di un antico giardino di domus romana, ufficialmente "donata" alla città di Roma il prossimo 5 luglio nel corso di una manifestazione pubblica, è "sorella" soltanto al faraonico progetto ricostruttivo che il miliardario americano volle per allietare la sua villa di Malibù. A realizzarlo nella capitale, all'interno del museo della Civiltà Romana all'Eur, un gruppo di giovani sottoposti a procedimento penale e affidati, in base al decreto 44898, dal Servizio Sociale Minori del Centro Giustizia Minorile del Lazio al Gruppo La Bulla della Cooperativa Cecilia. Per quattro anni hanno studiato, progettato, ripulito, piantato e poi arredato, secondo le antiche testimonianze delle ville pompeiane, un vero e proprio hortus conclusus, tipico giardino ornamentale annesso alle dimore padronali dell'antica Roma, in un'area all'aperto in disuso all'interno del museo. Il risultato è un prestigioso giardino fiorito delle piante che amavano coltivare i nostri progenitori, come la rosa gallica, con aiuole delimitate da graticciati secondo l'antico uso e dalle pareti decorate da 400 metri quadrati di affreschi che riproducono le stesse decorazioni di Primo e Secondo stile delle ville pompeiane e della casa di Livia sul Palatino. Un piccolo miracolo di pazienza e dedizione, realizzato completamente da soli, se non per il sostegno di un educatore e di un giardiniere, con la "consulenza" di Vincenzo Montini, pittore e scultore, che ha affiancato i ragazzi in questi anni nella realizzazione delle riproduzioni di antichi vasi e statue e nella tecnica di pittura per le decorazioni. Il progetto, ideato e curato da Lillo Di Mauro della Cooperativa Cecilia, promosso dall'Assessorato per le Periferie, lo Sviluppo Locale e il Lavoro e dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma (che lo hanno anche finanziato per circa 35 mila euro) è stato coordinato, per l'aspetto tecnico-scientifico, dalla Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali. «Le persone che deviano hanno bisogno di colmare lacune culturali ed emotive per poter cambiare il loro sistema di valori - spiega Lillo Di Mauro, presidente della Consulta Penitenziaria e responsabile area giustizia della cooperativa Cecilia - per questo pensiamo che proporre progetti di recupero che abbiamo come oggetto la storia antica sia fondamentale nei confronti di persone che spesso non hanno nemmeno avuto modo di frequentare la scuola». Lunedì, con un buffet a base di pane e dolci cucinati secondo le antiche ricette romane, la trentina di giovani dai 16 ai 18 anni, molti romani ma anche un cinese, giovani africani ed alcuni ragazzi dei paesi dell'est, che in questi quattro anni ha realizzato il giardino, lo consegneranno ufficialmente alla città come "gesto di riconciliazione e restituzione del danno", formula che esprime pienamente il senso dell'operazione di recupero e di reinserimento nella società.
A spasso nel giardino di Roma antica
Un gruppo di giovani sottoposti a procedimento penale, affidati al Gruppo La Bulla della Cooperativa Cecilia, ha realizzato un antico giardino di domus romana all'interno del museo della Civiltà Romana all'Eur. Il progetto, ideato e curato da Lillo Di Mauro, è stato coordinato dalla Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali. Il giardino, con piante e decorazioni antiche, è stato realizzato in quattro anni e sarà consegnato ufficialmente alla città di Roma il 5 luglio. Il progetto è stato finanziato per circa 35 mila euro e ha come obiettivo di proporre progetti di recupero che includano la storia antica.
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