Mostra di capolavori italiani digitalizzati: basta toccare le opere per vederne i particolari Il battistero di San Giovanni a Pistoia, diventa una galleria d'arte virtuale. Ad inaugurare l'evento, primo in Italia nel suo genere, sarà la stessa soprintendente per il patrimonio storico artistico, Cristina Acidini, domani alle 17. La rassegna resterà aperta fino al 10 gennaio. Sugli schermi le immagini di nove capolavori le cui immagini appariranno nella loro più chiara nitidezza; non solo: basterà toccarle con un dito per vederne ingranditi tutti i particolari, cosicchè si rivelano impensate immagini, mai viste finora ad occhio nudo. Cinque dei dipinti sono conservati nella galleria fiorentina degli Uffizi: "L'Annunciazione" di Leonardo da Vinci, la "Madonna del magnificat" del Botticelli, il "Dittico di Urbino" di Piero della Francesca, il "Tondo Doni" di Michelangelo e la "Madonna del cardellino" di Raffaello; altri due li "offre" la galleria d'arte moderna "La libecciata" di Fattori e "Il canto dello stornello" di Silvestro Lega. Vedremo inoltre la "Madonna della seggiola", conservato alla Galleria palatina ed infine il "pistoiese" "Crocifisso" di Coppo di Marcovaldo e Salerno di Coppo, ospitato nella nostra cattedrale. Sono immagini al altissima risoluzione che, entro l'ottagono del battistero, propongono di fatto un suggestivo viaggio virtuale, ed anche di preciso valore didattico, alla scoperta del "mai visto nei secoli" e dunque utile alla conoscenza approfondita di ciascuna opera, una mostra che fa balzare Pistoia in primo piano nel campo della diffusione artistica nel già sorprendente terzo millennio. Il merito della realizzazione va alla Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, in primis al presidente Ivano Paci, entusiasta della collaborazione tecnologica, determinante, messa a punto dal Centro della università fiorentina, diretto da Vito Cappellini e sviluppata con la ditta fiorentina "Centrica" e la giapponese "Hitachi". È come si entrasse dentro l'opera ed in quella si navigasse, ingrandendo un dettaglio dopo l'altro per scorgere la trasparenza di un velo, le nebbie di un paesaggio e scaglie di oro applicato ai bordi. Nell'"Annunciazione di Leonardo", ad esempio, sullo sfondo tra i cipressi appare una città, con il porto e le navi, così come si viene a scoprire che, certamente, il Genio di Vinci, anche in pittura, usava la lente; nel "Tondo Doni" appare evidente la plasticità di Michelangelo scultore, mentre nel tondo del Botticelli appare una leggibile una scritta. Tutti i decori degli abiti, i fiori dei paesaggi e perfino i restauri non hanno più segreti. Non esiste "arte rivelata" più di questa. Ultima nota: il Cappellini è pistoiese: ci tiene a dirlo ed a rivelare il progetto di digitalizzare tutta l'arte conservata a Pistoia.