Il ministro Sandro Bondi mantiene la promessa e inaugura il teatro. E il sindaco Ceroni gongola Rapagnano Un ministro della Repubblica, a Rapagnano, non si era mai visto. Una sfilata del genere di autorità, di sindaci e parlamentari, presidenti e monsignori, nemmeno. Ma il 9 dicembre rimarrà una data speciale. Pubblico delle grandi occasioni, nel pomeriggio di ieri, per l'inaugurazione del nuovo teatro di Rapagnano. Struttura nuova fregiata dalla presenza del ministro per i beni culturali Sandro Bondi. La folla lo attende a lungo: 180 posti seduti, ma per l'occasione speciale, assiepate ai lati e lungo le scalinate, di persone se ne conta almeno il doppio. Nelle prime file tanti volti noti. C'è il vescovo di Fermo mons. Luigi Conti, il primo a parlare a Bondi al suo arrivo: "Le Marche hanno tanti tesori, non si facciano mancare i fondi per la cultura" la sua esortazione. Presente anche mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona. I parlamentari Repetti, Saltamartini, Ciccioli, Piscitelli, oltre ovviamente al padrone di casa, il sindaco Remigio Ceroni; l'assessore regionale Solazzi, i consiglieri regionali Ciriaci, Ortenzi, Romagnoli, gli assessori Massucci e Buondonno per la Provincia, diversi sindaci e ancora rappresentanti di soprintendenza, polizia, carabinieri, tribunale, procura della Repubblica, corpo forestale, guardia di finanza, Carifermo. Alle 19, via il sipario. L'omaggio del corpo bandistico di Rapagnano, con l'inno nazionale ed un saluto al ministro Bondi. Poi il taglio del nastro e la benedizione di mons. Conti. "E' un momento che rimarrà impresso nella storia della nostra città gongola il sindaco Remigio Ceroni Grazie a Bondi, il primo ministro a visitare Rapagnano, un politico che preferisce stare tra la gente che frequentare i salotti romani. Ci sono voluti 10 anni per portare a termine quest'opera, che amplierà l'offerta culturale dell'intero territorio". Congratulazioni nei brevi interventi sul palco dell'assessore regionale Vittoriano Solazzi e del presidente di Carifermo Alberto Palma. In chiusura, il saluto di Sandro Bondi. "Vengo con piacere nella città dell'amico Ceroni. Non è facile essere bravi sindaci. I parlamentari dovrebbero fare gli amministratori locali prima di approdare a Roma. Facendo i sindaci si imparano due cose fondamentali: ad avere un rapporto diretto e costante con la gente, maturando il proprio carattere e la propria sensibilità; e ad agire con concretezza, lasciando indietro le chiacchiere e pensando a risolvere i problemi, che non hanno colore politico. Allora si diventa bravi sindaci, e un bravo sindaco lo è per tutti. Sono certo che Ceroni lo sia, questo teatro così bello, più di tante città più grandi e ricche, lo dimostra. Il teatro è con la piazza e la chiesa luogo di identità di una comunità. Solo noi italiani ne abbiamo uno in ogni borgo. Questo senso di identità è la nostra salvezza". Pierpaolo Pierleon