Palermo, 10 dic - Un recupero, quello del villino Florio, che il Soprintendente di Palermo Adele Mormino ha definito un unicum. "Ferri, legni e tessuti - ha detto Mormino - grazie alla diligente e appassionata ricerca di uno staff di architetti, tornano a comporre quell'armonia viva e scintillante che e' propria della dimensione del liberty, troppo tardi scoperto e apprezzato nella citta' di Palermo. Il Villino Florio e' per questa Soprintendenza il paradigma di come vada affrontato il tema, assai complesso e problematico, del restauro filologico di un bene". Particolarmente soddisfatto il Direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, Gaetano Gullo, curatore della mostra "I Florio e la Targa": "E' per noi motivo di orgoglio - ha detto Gullo - legare questa mostra sulla storia della Targa Florio alla riapertura del Villino all'Olivuzza: ci piace pensare di poter contribuire, grazie alla sinergia nata in questi mesi tra la Biblioteca Regionale e la Fondazione Florio, a restituire ai palermitani, e per esteso a tutti i siciliani, il privilegio di conoscere meglio il nostro passato piu' luminoso, generoso di storia, storie e opere d'arte che adesso saranno fruibili dal grande pubblico". Il presidente della Fondazione, Antonio Marasco, ricorda l'entusiasmo con cui e' stato accolto l'invito della Biblioteca Regionale: "Proprio quest'anno, infatti, cade il 50 anniversario della morte di Vincenzo Florio e l'idea di poterne ricordare l'avventura umana e il contributo alla societa' del tempo ci e' piaciuta da subito".