IL RECUPERO. Dopo decenni di degrado e incuria la tenuta di Chievo sarà riaperta al pubblico Via libera alla manutenzione e alla messa in sicurezza con nuove piante e illuminazione E il Comune «punta» all'edificio Vede la luce in fondo al tunnel il parco di villa Pullè, a Chievo. Il tunnel è quello del degrado e dell'incuria in cui da decenni è immerso il polmone verde di 100mila metri quadrati che parte dalla piazza della frazione. L'Amministrazione comunale ha pronto il progetto definitivo per la manutenzione straordinaria e la messa in sicurezza di 80mila metri quadrati di parco, di cui 30mila proprietà del Comune e 50mila dell'Inps. L'istituto previdenziale è proprietario anche della villa risalente al diciassettesimo secolo, nell'aspetto attuale ormai ridotta a un rudere. Dal 2011 il parco sarà riaperto al pubblico. L'intervento, approvato dalla Giunta e già autorizzato da Forestale e Sovrintendenza ai Beni ambientali, consiste anzitutto nell'eliminare le piante morte, in particolare quelle del viale dei platani, inaugurato per la visita e la permanenza in villa di Re Umberto I di Savoia, giunto a Verona per assistere ad alcune manovre militari. Nell'edificio soggiornarono anche Beatrice d'Este e Ferdinando Carlo d'Austria tra il 1774 e il 1776 e l'imperatore Giuseppe II. Il progetto prevede anche la bonifica e la potatura degli alberi malati e la messa in sicurezza di quelli pericolanti. Saranno inoltre tagliate l'erba e le piante infestanti e piantati ippocastani, cipressi e altre specie di alberi, per ricreare il giardino all'italiana, e puliti i canali che garantiranno l'irrigazione del parco. Dopo aver rimosso alcune recinzioni, verrà infine ripristinata l'illuminazione in alcuni punti panoramici. «La Giunta comunale ha previsto per quest'opera uno stanziamento di 350mila euro», spiega l'assessore ai giardini Paolo Tosato, illustrando il progetto con quello al patrimonio Daniele Polato e il presidente della terza Circoscrizione (Borgo Milano, Chievo, San Massimo) Luca Zanotto con i consiglieri Dario Pomari e Vito Comencini, i presidenti della commissione consiliare lavori pubblici Alberto Zelger e della commissione consiliare temporanea ambiente, Marco Gruberio. «L'intervento sarà possibile grazie all'accordo stipulato tra l'Amministrazione e la società Gei di Trieste», precisa Tosato, «che gestisce il patrimonio immobiliare dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, il quale prevede che il Comune possa intervenire su tutta l'area verde. Questo parco di grande valore per gli alberi secolari che si trovano al suo interno, molti dei quali morti purtroppo per l'incuria, merita di ritornare alla luce e di essere a disposizione di tutti i veronesi». E poi la previsione: «Speriamo entro la prossima primavera di approvare in Giunta il progetto esecutivo per poi iniziare i lavori il prossimo autunno». Polato puntualizza che l'obiettivo dell'amministrazione «è quello di recuperare spazi lasciati andare al degrado, mettendo a disposizione della cittadinanza aree verdi che possono diventare luogo di integrazione. È importante infatti realizzare nuovi parchi, ma non possiamo dimenticare i patrimoni verdi che già possediamo». Gli assessori ricordano inoltre come il parco di Villa Pullè si aggiungerà a quello San Giacomo, in Borgo Roma, e a quelli da realizzare in via Marotto, al Pestrino-Lazzaretto e alla caserma Passalacqua. «Per quanto riguarda la villa, che verrà recintata nel corso della riqualificazione del parco», conclude Polato, «abbiamo in corso una trattativa con l'Inps. Non vogliamo lasciare andare in decadimento l'immobile, ma piuttosto poterlo avere in comodato gratuito per poi sistemarlo e renderlo usufruibile».