Un nuovo episodio di danneggiamento di monumenti turba Venezia. Dopo il capitello della giustizia di Palazzo Ducale e delle due statue di San Marco e San Francesco prese a martellate forse da un folle l'altro ieri, è stato preso di mira anche un pregevole capitello di fine Trecento nella calle del Campaniel, poco lontano dalla storica chiesa di San Pietro Apostolo di Castello. La scoperta è stata fatta ieri da un parrocchiano che guardando il bassorilievo raffigurante la consegna delle chiavi da parte di Gesù a San Pietro, ha notato che qualcuno aveva staccato di netto la tiara in testa a San Pietro e il suo braccio, quello che stringeva le chiavi. Il parrocchiano ha avvertito subito il parroco don Luigi che, a sua volta, ha avvertito le forze dell'ordine. Ieri il sindaco Costa si era detto amareggiato dalla scoperta. Oggi è il sovrintendete Rossini a dirsi preoccupato per il susseguirsi delle scoperte di opere d'arte sacra danneggiate. Secondo gli investigatori, l'autore dei danneggiamenti potrebbe essere uno solo. Uno stesso uomo sarebbe responsabile anche dello sfregio di due statue della chiesa del Redentore e di un'opera raffigurante San Pietro, situata dietro la chiesa di San Pietro in Castello. A tutti i gruppi scultorei sono state infatti mozzate le mani. Nella stessa notte in cui sono avvenuti gli scempi di capitelli a Venezia, è stata distrutta completamente anche una statuetta della Madonna, senza alcun valore. L'immagine sacra era posta nel sottoportico della Stella, nei pressi di Campo della Ruga, che si trova vicinissimo alla calle in cui c'è la statua di San Pietro, anch'essa danneggiata. Non è escluso che il vandalo, abbandonando la Calle dietro il campanile, sia passato sotto il portico prendendosela con la statuetta della Madonnina, disintegrandola. È un'ipotesi definita possibile dagli investigatori. I residenti hanno messo una nuova statuina della Madonna al posto di quella distrutta.Nel frattempo proseguono le indagini di polizia e carabinieri alla ricerca del presunto squilibrato, mentre sembrano affievolirsi del tutto i sospetti sull'uomo di 50 anni sottoposto ieri a trattamento sanitario obbligatorio all'ospedale di Venezia da dove è poi fuggito, facendo perdere le tracce. Il soprintendente ai beni storico- artistici di Venezia Giorgio Rossini rivolge un appello alla cittadinanza e ai turisti, affinchè segnalino eventuali atti vandalici contro il patrimonio artistico della città lagunare.«È difficile vigilare a tutto campo - spiega Rossini - perchè nei punti più a rischio, che sono sotto gli occhi di tutti, come San Marco, si può chiedere alla Prefettura di intensificare i controlli, ma nelle zone più periferiche, più decentrate, diventa impossibile». «Senza allarmismi, senza creare miti alla Unabomber - prosegue - è bene che ogni residente, abitante o turista segnali subito ai carabinieri del nucleo di tutela del patrimonio artistico di Venezia, o anche semplicemente al comando provinciale dei carabinieri, eventuali situazioni anomale o eventuali danni riscontrati, o eventualmente la presenza di chi stia causando danni al patrimonio». «In Piazza San Marco le telecamere ci sono - rileva Rossini - adesso valuteremo se farle potenziare o meno, però riprendono solo il Portale della Carta e non arrivano al capitello danneggiato, bisognerebbe metterne almeno due per lato per avere una copertura ragionevole. Del resto, se pensiamo anche al resto della piazza, bisognerebbe riempirla di telecamere».«Quelle già installate - conclude - sono telecamere che registrano, collegate ai sistemi di monitoraggio di Palazzo Ducale. I filmati non ci sono stati ancora richiesti dai carabinieri, noi siamo a disposizione per dare tutte le informazioni possibili».