SIGLATO IL PATTO DEL CATINACCIO PER LA VALLE DI FASSA CHE SEGNA LAVVIO DI UN PERCORSO PER LA CREAZIONE DI UNA RETE DI ENTI ED ISTITUZIONI A SALVAGUARDIA DELLO SVILUPPO E DELLA SOSTENIBILITÀ DELLINTERA AREA. Trento, 10 dicembre 2009 - E stato siglato sabato scorso a Ciampedìe il "Patto del Catinaccio" per la Valle di Fassa. Un progetto, quello siglato dal vicepresidente ed assessore allambiente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher e dallassessore provinciale allurbanistica ed enti locali, Mauro Gilmozzi, che segna lavvio di un percorso per la creazione di una rete di enti ed istituzioni a salvaguardia dello sviluppo e della sostenibilità dellintera area. Assieme alla Provincia autonoma di Trento, soggetti firmatari del documento i Comuni di Vigo di Fassa e Pozza di Fassa e lAmministrazione Separata dei Beni di uso civico (Asuc) di Pèra, che già alla fine del 2007 avevano avviato un progetto per la riqualificazione ambientale e la valorizzazione paesaggistico-culturale del territorio del Cantinaccio. All'interno di questo progetto è stato costituito un Tavolo di Lavoro che riunisce le rappresentanze di tutte le istituzioni, gli enti e le categorie economiche con responsabilità di gestione di questo meraviglioso territorio, mettendo in atto un processo partecipativo al fine di delineare un modello di sviluppo territoriale fortemente condiviso e identificativo, che ha portato alla stesura di un accordo, la "Carta del Catinaccio", che getta le basi per la formazione di una rete di enti ed istituzioni impegnate a garantire lo sviluppo sostenibile dellarea nel breve e nel lungo periodo. Questa Carta è il primo passo verso la formazione di un "patto" fra soggetti pubblici e privati, con funzione di unire in rete le responsabilità specifiche dei vari operatori ed amministratori territoriali. Il progetto darea per il Catinaccio - denominato "Progetto Ciadenac-catinaccio-rosengarten" interessa tutto il gruppo dolomitico che fa da spartiacque culturale fra mondo ladino e mondo tedesco, ed ha per obiettivo quello di costruire un modello di governance economica ed ambientale con forti contenuti identitari e in grado di attribuire nuovi significati contemporanei ad uno dei paesaggi montani più caratteristici delle Dolomiti. Ponendo in relazione paesaggio e comunità locale, il "Progetto Catinaccio" delinea quindi una strategia di interventi volti alla conservazione e valorizzazione di un territorio di eccezionale bellezza naturale il cui valore è stato custodito dalle popolazioni locali da millenni ed è attualmente interessato da una pressione turistica tra le più alte di tutta l'area dolomitica. Gli interventi spaziano dalla gestione del paesaggio, alla rigenerazione degli spazi aperti, al riscatto delle matrici culturali ladine, alla comunicazione del valore contemporaneo della cultura alpina. Questa strategia di interventi si basa cioè sul rafforzamento delle interconnessioni tra i processi naturali, culturali ed economici dellarea, con lobiettivo di rendere il Catinaccio uno "spazio di relazioni" in grado di supportare le esigenze di tutte le sue comunità: naturali ed umane. In altre parole, il "Progetto Catinaccio" si pone lobiettivo primario di promuovere lo sviluppo sostenibile sotto tutti profili - di questo territorio, volgendo in azioni specifiche quel principio di sostenibilità, "che si traduce nella ricerca e nella costruzione delle sinergie tra il sistema ambientale, quello socio-culturale e quello economico-produttivo e si concretizza nella ricerca e nellintegrazione delle esternalità positive tra tali sistemi. In particolare, lo sviluppo economico deve essere integrato nel miglioramento dellambiente e concorrere al progredire dellequilibrio e della coesione sociale". (Pup, 2008) Il "Progetto Catinaccio" è quindi un progetto di governance che si alimenta di un progetto culturale. Lassunto di base è che la cornice dindirizzo al programma di interventi non può prescindere da una "filosofia" condivisa e fatta propria da ciascuno degli attori del luogo. La condivisione costituisce il punto di partenza per la definizione dei contenuti del progetto e la condizione necessaria per la loro comunicazione allesterno. Fra i principali risultati attesi del Progetto vi è in primo luogo consolidare il senso di responsabilità nei confronti del territorio da parte di coloro che lo abitano e lo hanno "in consegna" per le generazioni future, valorizzando il senso di appartenenza. In secondo luogo avviare un processo di sostituzione di quellimmagine stereotipata della montagna - che viene generalmente comunicata dallindustria turistica - con contenuti culturalmente più adeguati e contemporanei, i cui protagonisti siano gli operatori locali. Finalita Del Progetto In primo luogo si rileva lurgenza di un complessivo riordino del sistema insediativo e dellaggiornamento delle modalità duso del territorio. Questo riordino passa obbligatoriamente attraverso la dotazione degli stessi criteri di governo del territorio per tutta la valle del Vajolet e potenzialmente validi anche per quella di Vajolon. Questo è il primo obiettivo specifico del programma integrato dintervento (che si identifica con piani attuativi allinterno dei Prg comunali), che dovrà rendere coerenti gli indirizzi e le misure dintervento su tutta larea di progetto. Secondariamente si manifesta la necessità di riorganizzare il sistema complessivo dei flussi sia per quanto riguarda la circolazione in quota, sia per quanto riguarda la mobilità di accesso facilitato attraverso i due nodi principali del sistema: Ciampedìe e Gardecia. In particolare risulta evidente la necessità di trovare nel medio periodo soluzioni di mobilità sostenibile per laccesso Pèra-gardecia, mentre è indispensabile risolvere in tempi brevi le carenze sotto il profilo della sicurezza. Inoltre, emerge la volontà di riorganizzare la presenza turistica sia per quanto riguarda i "picchi" estivi, sia in relazione allintera estensione del periodo di accessibilità e fruizione. In particolare, lobiettivo è definire la "carrying capacity" dellarea, nelle sue componenti oggettive e percettive. E evidente che questo obiettivo è esteso a tutti gli operatori turistici della gruppo del Catinaccio e interessa quindi tutto il compendio fassano e - in prospettiva - quello dolomitico. Infine risulta di importanza fondamentale investire sulla formazione culturale degli operatori economici locali, non solo turistici ma anche agricoltori, allevatori, guide alpine, gestori di rifugi. Essi non sono solamente i primi testimoni della cultura di montagna ma anche il primo "tramite" fra cultura e luogo, ed in seconda battuta rappresentano anche il tramite tra i luoghi ed i visitatori (escursionisti, alpinisti o semplici turisti). .