Nulla vieta che altre città, Milano (ma anche Roma) puntino a strapparci la palma di capitale Caro direttore, la presentazione di Contemporary Art, cartellone che unisce il programma delle arti visive di Milano e Torino, per la prima volta insieme, induce a qualche riflessione sul ruolo dellarte contemporanea nellambito di MiTo. Ma se è ben difficile ipotizzare una possibile concorrenza sul mercato da parte di Torino, nulla vieta che altre città, Milano in testa (ma anche Roma), diventino concorrenti agguerrite per strappare a Torino la palma di capitale. Milano, pur vivendo una stagione non fiorente, può guardare alla futura megalopoli vedendone molti vantaggi, come occasione in più per lExpo. La capitale subalpina si trova invece nella posizione di dover difendere eccellenze già affermate, ma non ancora tanto forti. Larte contemporanea in Italia è un settore ancora in sviluppo con ampi margini, con conseguenti positive ricadute economiche. Gli elementi portanti sono i musei e le fondazioni, attorno ad esse il settore si sviluppa, eppure sembrerebbe che Torino non si renda conto delle proprie potenzialità. Se Torino non vuole correre il rischio di diventare una realtà periferica anche nellarte contemporanea, deve poter sfruttare il proprio vantaggio, e per fare ciò è necessario rafforzare le istituzioni e lofferta al punto tale che sia economicamente non conveniente per la concorrenza. Pertanto il vero grande gioco fra i contendenti, in questa fase, non sarà convincere un visitatore di Milano a venire a Torino o viceversa ma creare unofferta di qualità tale che risulti oneroso per gli altri giocatori creare una situazione concorrenziale alternativa. Con Contemporary si tenta un primo cauto approccio di condivisione promozionale ma potrebbe anche divenire un primo strumento coordinatore di rafforzamento del sistema. Ben presto ci si accorgerà infatti che gli eventi dellarte visiva non sono concerti o spettacoli proponibili in diverse sedi, in città contigue. Nonostante sia un termine abusato, "sistema" ha un significato pregnante, soprattutto se si riferisce allarte contemporanea costituito comè da artisti, collezionisti, galleristi e soprattutto musei. La costituzione di una megalopoli si giocherà su intese basate, comunque, su rapporti di forza tra le due città. Ora sembra che a Torino il problema, complice le ristrettezze economiche, sia sottovalutato. Soprattutto non è chiaro se e come, su un tema così strutturale, interverranno le fondazioni bancarie. A Milano, invece, con uno sguardo allExpo, si incomincia a riflettere, con pragmatismo meneghino, in quali settori intervenire. Mentre ciò accade si profila allorizzonte un agguerrito outsider: a Roma si apre il Maxxi, che già dal nome preannuncia ambiziosi obiettivi. critico darte e sociologo
TORINO - Arte contemporanea potenzialità incomprese
La presentazione di Contemporary Art a Milano e Torino induce a riflettere sul ruolo dell'arte contemporanea nell'ambito di MiTo. Milano, pur vivendo una stagione non fiorente, può guardare alla futura megalopoli e vedere vantaggi come l'opportunità per l'Expo. Torino, invece, si trova nella posizione di dover difendere le proprie eccellenze già affermate, ma non ancora tanto forti. L'arte contemporanea in Italia è un settore in sviluppo con ampi margini positivi. Gli elementi portanti sono i musei e le fondazioni, attorno ad essi si sviluppa il settore.
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