Il museo LArengario è la soluzione ideale, un risarcimento postumo alla memoria. Se no me lo prendo io quando torno «Il Pinelli di Baj? Vale il Togliatti di Guttuso. Opere politiche, cariche di passione ideologica, ma che raffigurano pagine della nostra storia». Parola di Vittorio Sgarbi. Dunque lei condivide la nostra proposta di esporre lopera nel nuovo Museo del Novecento che sarà inaugurato lanno prossimo allArengario? «Assolutamente sì. Sarebbe un risarcimento postumo alla memoria di Baj, un grande milanese che i milanesi sembrano aver dimenticato. Tantè che lomaggio più emozionante glielo ha dedicato la città di Pontedera, con una formidabile parete dipinta lunga 140 metri. E sarebbe la soluzione perfetta di un problema che io stesso mi ero posto quandero assessore alla cultura a Milano». Che cosa aveva in mente di fare? «Intanto, in attesa del museo, avrei riportato il Pinelli di Baj in pubblico. Lavoravo su due ipotesi». La prima? «Esporlo nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, dove già avevo portato il Quarto Stato di Pellizza. Non ho avuto il tempo». Seconda ipotesi? «Lopera è imponente, ha bisogno di uno spazio adatto. Ne parlai con un amico politico, Mario Mantovani, allora sindaco di Arconate. Uno di Forza Italia, ma sensibile al valore universale dellarte. Mi offrì una delle magnifiche sale di Palazzo Visconti». Il proprietario dellopera, Giorgio Marconi, è disposto a cederla al Comune, ma per 100 mila euro. Il prezzo è giusto? «Sì, è una cifra equa. Se torno a Milano, la compro io». Il suo predecessore Carrubba aveva immaginato di esporla in una stazione della metropolitana. «Idea suggestiva, ma che non condivido. Diventerebbe un monumento. Invece è unopera darte, che deve dialogare con altre opere darte. Molto meglio il museo». Unopera di valore? «Dal punto di vista estetico Baj non è stato un maestro di prima fila, ma i Funerali dellanarchico Pinelli hanno un enorme valore storico. Come i Funerali di Togliatti di Guttuso, o I funerali dellanarchico Galli di Carrà, che infatti stanno entrambi in un museo. Opere civili, che testimoniano il rapporto tra le avanguardie e la vita politica e sociale del loro tempo». Opere molto partigiane. «Ma lartista non è tenuto allobiettività, non è un saggista. Ha diritto di essere partigiano. Contestarlo per questo è da cretini».
MILANO - Sgarbi: Milano, compralo quel Baj ha un valore enorme
Il critico d'arte Vittorio Sgarbi sostiene che il museo LArengario dovrebbe ospitare l'opera "Il Pinelli" di Baj, un grande milanese che i milanesi sembrano aver dimenticato. Sgarbi condivide la proposta di esporre l'opera nel nuovo Museo del Novecento che sarà inaugurato all'Arengario. Egli stesso aveva proposto di esporla nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale o in una delle sale di Palazzo Visconti, ma il proprietario dell'opera, Giorgio Marconi, ha richiesto 100 mila euro. Sgarbi considera il prezzo giusto e sostiene che l'opera ha un enorme valore storico e civile, nonostante Baj non sia stato un maestro di prima fila.
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