«Non si trovano gli eredi» C'è un motivo se il Comune di Scarlino non interviene sul rudere della chiesa di San Michele, a Canonica: il terreno non è suo. Quell'area, infatti, appartiene alla famiglia Signorini. Come ricorda Letizia Franchina, assessore ai beni culturali del comune di Scarlino, «l'inizio delle trattative per acquisire il terreno su cui sorge la Canonica di San Michele risale a diversi anni fa. Intorno al 2006, iniziate le trattative, incaricammo l'università di Siena di effettuare un'indagine sulle mura del rudere e oltre al rilevamento del perimetro del rudere, è stata trovata anche una traccia nel terreno, forse qualificabile come strada romana. A quel punto, venne avvertita la soprintendenza archeologica regionale la quale, una volta valutato il caso, ha rimandato la palla alla soprintendenza della zona e quindi al comune». Ma durante questi passaggi burocratici e di competenza, «è morta la persona della famiglia Signorini con cui eravamo in contatto. - continua la Franchina - A quel punto il comune è andato alla ricerca degli eredi». Ma ha trovato enormi difficoltà perchè gli unici dati riguardanti la famiglia sono al catasto, che ha registrato la regolare successione di proprietà. Il comune di Scarlino è andato sì a richiedere questi dati al catasto, ma ha fatto i conti con la legge della privacy. Il catasto infatti non è autorizzato ha rilasciare questi dati. «E' una cosa incredibile. - sostiene Franchina - Lo Stato che non riesce a rintracciare i propri cittadini. Tra l'altro noi avevamo anche un numero di telefono di uno degli eredi. La prima volta che lo abbiamo chiamato gli abbiamo chiesto se cortesemente poteva far togliere l'edera dai muri del rudere, e lui fece potare l'erba circostante alla Canonica senza togliere il rampicante. In seguito, nelle successive telefonate, l'erede Signorini ci disse che non voleva avere più a che fare con noi. E da allora ne abbiamo completamente perso le tracce». (a.fae.)
SCARLINO. Canonica di San Michele, l'incredibile storia di un intervento mancato del Comune
Il Comune di Scarlino non interviene sulla chiesa di San Michele a Canonica perché il terreno non appartiene a loro. L'area è di proprietà della famiglia Signorini. L'inizio delle trattative risale al 2006, quando l'università di Siena ha effettuato un'indagine sulle mura del rudere. La soprintendenza archeologica regionale ha rimandato la palla alla soprintendenza della zona e quindi al comune. Durante questi passaggi, è morta la persona della famiglia Signorini con cui erano in contatto. Il comune ha cercato di trovare gli eredi, ma ha trovato difficoltà a causa della legge sulla privacy. Il catasto non rilascia i dati riguardanti la famiglia.
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