Alla riunione finale anche sindacati e costruttori. In 5 anni incremento del Pil di 6 miliardi La Regione Campania ha approvato il piano casa (35 sì, 3 astenuti e 6 contrari). Dopo mesi di scontri anche allinterno della stessa maggioranza, migliaia di emendamenti, il consiglio ieri sera ha trovato la quadra. Un percorso accidentato che ha visto anche nelle scorse settimane un attacco di Franco DErcole (Pdl) al magistrato Aldo De Chiara, responsabile della sezione Reati ambientali alla Procura di Napoli, che aveva definito il piano un «condono mascherato». Alla riunione finale hanno partecipato costruttori e sindacati. La legge prevede lampliamento fino al 20 per cento delle cubature degli edifici mono e bi-familiari, di quelli che non superano i 1000 metri cubi e a non più di due piani. È previsto lincremento entro il 35 per cento delle cubature degli edifici, per demolire e ricostruire allinterno della stessa unità immobiliare catastale e delle sue pertinenze al fabbricato. Non sono possibili interventi in fabbricati non accatastati per i quali, al momento della richiesta dellampliamento, non sia in corso la procedura di accatastamento. Gli interventi devono essere realizzati con tecniche costruttive che garantiscano prestazioni energetico-ambientali e conformi alle norme sulle costruzioni in zona sismica. Lultima versione dellarticolo 5, portata in aula dallassessore Oberdan Forlenza, e oggetto di scontro tra le forze politiche, è stata metabolizzata. È il cuore del piano: prevede la riqualificazione delle aree urbane degradate, anche per risolvere il problema del disagio abitativo. I Comuni individueranno gli ambiti destinati a sostituzione edilizia, anche con varianti al Piano regolatore, con aumento dei volumi entro il 50 per cento, per interventi di demolizione, ricostruzione e ristrutturazione urbanistica dei fabbricati, con vincolo per la Regione di inserire nella programmazione fondi per ledilizia economica e popolare. «Siamo molto soddisfatti», ha detto il presidente dellAnce Campania, Nunzio Coraggio. «Opposizione e maggioranza hanno dato prova di responsabilità istituzionale. Secondo lAnce, il piano casa si tradurrà nei prossimi cinque anni in un incremento del Pil regionale di 6 miliardi di euro, con 40 mila nuovi posti di lavoro e risposte al deficit di case della Campania di 468.000 mila alloggi. Per riqualificare aree industriali dismesse e degradate è prevista la possibilità di interventi sugli immobili, in lotti non superiori a 15.000 metri quadrati, con varianti al Piano regolatore generale, di sostituzione edilizia, con gli stessi volumi, cambiando la destinazione duso di fabbricati industriali che abbiano chiuso le attività produttive da almeno tre anni, destinando non meno del 30 per cento ad edilizia sociale. Nessun intervento è ammesso allinterno delle aree a rischio idrogeologico e geofisico, come la 'zona rossa a rischio Vesuvio (legge regionale 212003), negli immobili di valore storico e architettonico, nelle aree di inedificabilità assoluta. È previsto il recupero dei sottotetti. Gli aumenti di volume possono essere realizzati anche sugli immobili qualificati "prima casa" già condonati o per i quali sia stata presentata domanda di condono e sono subordinati alla valutazione della sicurezza del fabbricato che deve essere riportata nel fascicolo del fabbricato.
NAPOLI - Regione, approvato il piano casa. Via alla riqualificazione delle aree urbane degradate
La Regione Campania ha approvato il piano casa, un piano di interventi per la costruzione di nuovi alloggi. Il piano prevede lincremento entro il 35 per cento delle cubature degli edifici, con lammpliamento fino al 20 per cento delle cubature degli edifici mono e bi-familiari. Il piano è stato approvato dopo mesi di scontri e negoziati tra sindacati, costruttori e politici. Il piano prevede la riqualificazione delle aree urbane degradate e la sostituzione edilizia in aree industriali dismesse. Il piano è previsto per aumentare il PIL regionale di 6 miliardi di euro e creare 40 mila nuovi posti di lavoro.
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