"La sua modernità è data dalla rappresentazione della psicologia e dei sentimenti" «Penso che organizzare questa mostra nella città che ha visto nascere Giorgione sia la scelta giusta. Castelfranco Veneto è bellissima, immersa in un paesaggio ancora intatto». Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, tra i curatori dellesposizione (insieme a Enrico Maria Dal Pozzolo e Lionello Puppi) allestita nella casa di Giorgione in occasione dei 500 anni dalla morte, considera la campagna trevigiana una scenografia naturale perfetta. La mostra è imponente: 128 opere, tra cui il Tramonto in arrivo dalla National Gallery di Londra, esposto in Italia una sola volta nel 1955. E gran parte dei capolavori: il Giudizio di Salomone e la Prova di Mosè, dagli Uffizi, la Tempesta, dalle Gallerie dellAccademia di Venezia, Le tre età delluomo, da Palazzo Pitti, Doppio ritratto dal museo romano di Palazzo Venezia. Qual è la relazione tra la pittura di Giorgione e la sua terra? «Castelfranco è circondata da un paesaggio che rimanda alle atmosfere di Giorgione. La "marca zoiosa", con i suoi colori e la sua piacevolezza, è parte integrante della mostra». Il paesaggio ha segnato lopera di Giorgione. Perché un piccolo quadro come la Tempesta è così importante? «Perché per la prima volta un evento meteorologico diventa protagonista. Cè una letteratura iconografica infinita sulla Tempesta. Cè chi ha detto che luomo e la donna sono Adamo ed Eva, chi Marte e Venere, chi Giove e Giunone. Ma protagonista del quadro è una tempesta dagosto nella campagna trevigiana». A cosa si deve tanto amore per il mistero? «Giorgione, come Botticelli, lavorava per una élite di intellettuali raffinati. È a questa committenza laica e colta che proponeva i suoi enigmi. Del resto lui stesso amava la musica, la poesia, la letteratura criptica». La mostra ricostruisce la Venezia di fine '400 e inizio '500. Quali erano i rapporti con gli altri pittori? «La pittura giovanile di Tiziano è ancora giorgionesca, ma con più sangue e passionalità. Bellini è stato il maestro della pittura tonale, il primo ad aver capito che il colore puro non esiste, ma esiste il tono del colore. Lo sciogliersi del colore nella luce condurrà poi fino allimpressionismo». In che modo invece Giorgione innova la ritrattistica? «La modernità di Giorgione è nella rappresentazione della psicologia, dei pensieri, dei sentimenti. Luomo armato ritratto nella Pala di Castelfranco è limmagine più bella e malinconica di un giovane che la pittura abbia mai inventato». Giorgione è stato anche abbondantemente falsificato. «Ha avuto grande fortuna presso i collezionisti. Cè stato un pittore del '600, il veneziano Pietro "Vecchia", che dipingeva falsi di Giorgione. Quadri tra laltro bellissimi».