Show di Greenpeace. Alemanno: al prossimo ci sarò anche io. La Sovrintendenza: un pericolo Gli archeologi "Non è la prima volta, ma stavolta hanno passato il segno" "Se lavessi saputo sarei venuto pure io Unaltra volta avvertitemi mi prenoto" Sè entusiasmato, il sindaco alpinista. «Se lo sapevo venivo pure io», ha scherzato Alemanno incontrando ieri mattina gli attivisti di Greenpeace che allalba, per sollecitare unintesa sul clima al vertice di Copenaghen, avevano scalato il Colosseo e lì in cima erano rimasti, appollaiati per ore. Ma anziché stigmatizzare il comportamento degli otto climber che per amplificare la protesta avevano pure srotolato uno striscione di 300 metri quadri su un fianco dellanfiteatro, il primo cittadino ha benedetto il blitz, incoraggiandoli a continuare. «La prossima volta avvertitemi, mi prenoto», li ha addirittura esortati, svelando la sua passione per le arrampicate. Come se conquistare la vetta di una montagna o quella di un monumento reso fragile dai secoli, fosse la stessa cosa. «Condivido pienamente la vostra richiesta perché a Copenaghen si raggiunga un accordo storico e credo che il governo italiano debba spingere perché questo venga raggiunto anche sul versante dellUnione Europea», ha spiegato Alemanno. Sposando in pieno il clamoroso show degli attivisti: «Questa è una manifestazione che sinceramente apprezzo», ha insistito, «tante volte il Colosseo ha offerto immagini diverse, in questo caso lo striscione di Greenpeace è pertinente proprio al ruolo di simbolo». Apriti cielo. Appena saputo della sortita, alla soprintendenza e al ministero dei Beni culturali hanno fatto un salto sulla sedia. Sfogando il malumore in una serie di telefonate roventi. «Mi hanno chiamato a casa alle otto di mattina per dirmi quanto stava accadendo e sono rimasta sorpresa», racconta Rossella Rea, direttrice del Colosseo. «Non è la prima volta che lanfiteatro Flavio diventa palcoscenico di gesti così eclatanti, ma stavolta mi ha stupito la modalità. Ho pensato: come mai nessuno si è accorto di un braccio meccanico di quelle dimensioni, allalba, davanti al Colosseo? Per tali interventi ci vogliono permessi, autorizzazioni... inspiegabile davvero». È molto indispettita, larcheologa della soprintendenza statale che parla anche a nome del capo, Angelo Bottini. Pure per le dichiarazioni del sindaco: «Ne prendiamo atto ma, pur condividendo limportanza della lotta per la salvezza del pianeta, le modalità del blitz ambientalista sono discutibili, trattandosi di un monumento antico». In ballo cè la sicurezza di chi protesta, oltre che dei resti imperiali: «Noi abbiamo sempre dato il nostro appoggio a iniziative di carattere sociale e umanitario, come la battaglia contro la pena di morte. Greenpeace fa sempre interventi clamorosi. Ma se ce lavessero chiesto, avremmo sicuramente concordato iniziative che avrebbero avuto ben altro peso e risonanza, senza mettere a repentaglio lincolumità delle persone e un monumento di tale delicatezza e pregio artistico qual è il Colosseo». Bocche cucite, invece, al Ministero. Ma il malumore serpeggia sotterraneo al Collegio Romano. Nessuno vuol commentare apertamente, ma cè chi racconta che latteggiamento di Alemanno non sia piaciuto a nessuno. «Quella di Greenpeace è unazione illegale», è il commento che trapela. «Come si fa a scongiurare gesti di emulazione ora che persino il sindaco di Roma ha benedetto la scalata dellanfiteatro?».