Sotto la chiesa seicentesca di San Bartolomeo apre in primavera un percorso dedicato ai Martiri del Novecento. Tra i resti di un santuario romano e memorie imperiali ottoniane Un museo dei martiri del Novecento sorgerà sui resti del tempio di Esculapio allIsola Tiberina. E vedrà la luce a primavera svelando un monumento sotterraneo fino ad oggi invisibile. Gli scavi eseguiti dal 2005 sotto le fondamenta della chiesa seicentesca di San Bartolomeo hanno restituito imponenti muri appartenuti «quasi certamente al santuario inaugurato nel 289 avanti Cristo», spiega larcheologa della Soprintendenza statale Paola Di Manzano, direttrice dei lavori eseguiti dalla Provincia di Roma che, per decisione dellallora presidente Enrico Gasbarra, ha finanziato limpresa con 390mila euro. E che approntò un pavimento reversibile in legno, vetro e acciaio che permette oggi di passeggiare sulle stratificazioni pagane e cristiane rinvenute al di sotto della chiesa affidata da 16 anni alla Comunità di SantEgidio. Per aprire al pubblico la cripta - dove ora si possono vedere bene labside e le colonne della chiesa fondata da Ottone III nel 997 (sui capitelli cè la sua firma: laquila imperiale) proprio sopra i resti del santuario nei portici del quale i romani ospitavano e curavano i malati - manca solo un impianto di areazione (costo, circa 40mila euro) indispensabile per prevenire i danni dellumidità presente a due passi dal Tevere. Ma ieri il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro ha fatto un sopralluogo con il soprintendente Angelo Bottini e il commissario ministeriale per larcheologia, Roberto Cecchi. «Troveremo i soldi per completare lopera finanziata dalla Provincia e aprire finalmente al pubblico questo luogo che è museo di se stesso e spazio espositivo» ha detto Giro, accompagnato dallassessore alla cultura di palazzo Valentini, Cecilia DElia. «Per ordinare e montare limpianto ci vogliono un paio di mesi e altrettanti per organizzare il Museo dei martiri del Novecento: contiamo di aprire la prossima primavera» spiega il direttore dello spazio Marco Dobrovich. Lungo il percorso saranno esposte testimonianze come la croce di don Puglisi, ucciso dalla mafia, la lettera del laico cattolico Heinrich Ruster, trucidato a Saxenausen, la stola di padre Jarlan, assassinato in Cile, oltre a documenti, foto testimonianze storiche. «Il nostro sarà un museo ecumenico della cristianità» spiega don Angelo di SantEgidio. Le "Reliquie" del Novecento andranno accanto al pavimento, appena scoperto ma protetto da un vetro, dove si trovava il reliquario dei santi martiri Bartolomeo e Adalberto, primi titolari del luogo. «Per sapere di più del tempio del III secolo avremmo dovuto andare più a fondo con gli scavi, ma i finanziamenti per adesso non ci hanno permesso di farlo» spiega la Di Manzano, responsabile anche della scoperta di dieci anni fa dello straordinario tempio di Giove sotto lospedale Fatebenefrattelli. «Il pozzo detà ottoniana in San Bartolomeo è probabilmente in asse con lantica sorgente del santuario di Esculapio. È fondo nove metri e il livello dellacqua sale a seconda delle stagioni. Non è stato mai indagato ma è ora nostra intenzione affidare lincarico a un archeologo sub», annuncia la studiosa.