ROMA. Slitta il termine del 31 luglio per la presentazione delle domande di condono edilizio. È quanto si evince da una delle tre sentenze depositate ieri dalla Corte Costituzionale. I giudici della Consulta hanno, infatti, stabilito che alla loro pronuncia dovrà far seguito una legge statale che determini alcuni indispensabili termini per far funzionare il nuovo tipo di condono edilizio. «Il legislatore - è scritto infatti in una delle sentenze - dovrà provvedere a ridefinire i termini previsti per gli interessati... (ciò ovviamente facendo salve le domande già presentate). È peraltro evidente che la facoltà degli interessati di presentare la domanda di condono dovrà essere esercitabile in un termine ragionevole a partire dalla scadenza del termine ultimo posto alle Regioni per l'esercizio del loro potere legislativo». «In considerazione della particolare struttura del condono edilizio, che presuppone un' accentuata integrazione tra il legislatore statale ed i legislatori regionali - dice ancora la sentenza - l'adozione della legislazione da parte delle Regioni appare non solo opportuna, ma doverosa, e da esercitare entro il termine determinato dal legislatore nazionale». Se una Regione, spiega poi la Consulta, non esercitasse il proprio potere legislativo nel termine massimo indicatole troverà applicazione, in via sostitutiva, la disciplina statale.
Condono edilizio: slitta il termine del 31 luglio
La Corte Costituzionale ha stabilito che il termine per la presentazione delle domande di condono edilizio è stato slittato per far seguire la legge statale che determini alcuni indispensabili termini per far funzionare il nuovo tipo di condono edilizio. Il legislatore dovrà provvedere a ridefinire i termini previsti per gli interessati, facendo salve le domande già presentate. La facoltà degli interessati di presentare la domanda di condono dovrà essere esercitabile in un termine ragionevole a partire dalla scadenza del termine ultimo posto alle Regioni per l'esercizio del loro potere legislativo.
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