Gli attivisti di Guerrilla gardening: "Date in adozione le nuove piante agli abitanti" Più giardinieri, meno spot la lezione dei guerriglieri verdi «Uno dei problemi più frequenti, nella gestione del verde di Milano, è che gli interventi vengono fatti solo per avere un ritorno di immagine: si fanno inaugurazioni, ma poi ci si dimentica della manutenzione. E così piante anche molto belle seccano subito, lasciando un senso di desolazione». Andrea Zabiello è un giardiniere che, cinque anni fa, ha fondato con il suo collega e amico Michele Trasi il movimento "Guerrilla gardening". Ora sono una cinquantina i "guerriglieri" milanesi che danno nuova vita (e nuove piante) a grigi spartitraffico e aiuole abbandonate. Sul progetto di Renzo Piano per gli alberi di Abbado, Andrea ha qualche riserva, pur riconoscendone un valore importante: quello della provocazione, in una città che non si muove se non cè un grande nome a scendere in campo. «Mi sembra - spiega - che, come altre volte, sia un progetto calato dallalto, in cui non cè alcun coinvolgimento dei cittadini, che è invece la filosofia del nostro movimento: capire da chi abita in un quartiere dove vorrebbe il verde, far sentire alla gente che ogni aiuola, ogni striscia di terra è uno spazio comune, da vivere e da curare in prima persona». Obiezioni, le sue, che però salvano in parte lambizioso disegno dei 90mila alberi in dodici zone: «Del resto "Guerrilla" non ha ambizione di cambiare faccia alla città, sappiamo che per quello servono grandi progetti: per questo ben vengano i contributi di chi porta il verde anche in periferia, visto che il centro è già abbastanza ben tenuto. Passo spesso dal Corvetto e ogni volta penso che sarebbe molto diverso, con fiori e piante». Ma, ripete il giardiniere-guerrigliero, fiori e piante dovrebbero essere affidate agli abitanti, per evitare leffetto spot: lesempio in negativo è quello delle aiuole con le primule che il Comune sostituisce anche cinque volte allanno, perché non fa manutenzione. «Il verde però lo vorrei anche alla Darsena, dove il Comune ha dato il peggio lasciando per anni che diventasse una zona incolta e senza anima. E sogno una città che lasci in pace il Parco Sud, mantenendo fede alle vaghe promesse di non cementificarlo». Andrea resta perplesso anche davanti allidea di collaborare ai prossimi progetti per il verde a Milano. Già una volta, due anni fa, ci erano andati vicini, ma poi erano tornati nella loro isola felice delle azioni spontanee, delle piantumazioni notturne delle piante che avanzano dal loro lavoro quotidiano di giardinieri. «È andata così: in occasione della Giornata dellambiente eravamo stati contattati, il Comune voleva affidarci la gestione di uno spazio verde nei giardini di Porta Venezia. Ma è bastato un incontro per capire che era solo unoperazione di marketing. Ecco, non vorrei che anche il progetto dei 90mila alberi diventi solo di facciata e che, quandanche fosse realizzato, mancassero poi i soldi per la manutenzione, che costa molto». Loro, invece, ci tengono a continuare a cercare i piccoli spazi di resistenza umana (e verde) un po ovunque. Lultima azione è di dieci giorni fa: tre grosse yucche sono state piantate in una triste aiuola con semaforo, in via Rombon. La guerra del verde continua, anche tra mille difficoltà. Con un consiglio: «Evitate le strade dove cè carenza di posti auto. Va a finire che gli automobilisti parcheggiano anche sulle aiuole, calpestando e distruggendo irrimediabilmente le piantine».
MILANO - Gli attivisti di Guerrilla gardening: "Date in adozione le nuove piante agli abitanti"
Andrea Zabiello, fondatore del movimento "Guerrilla gardening" di Milano, spiega la filosofia del suo gruppo. Il movimento, composto da una cinquantina di "guerriglieri", si occupa di dare nuova vita a grigi spartitraffico e aiuole abbandonate con piante e fiori. Andrea è scettico sul progetto di Renzo Piano per gli alberi di Abbado, che considera un progetto calato dallalto senza coinvolgimento dei cittadini. Il movimento vuole che ogni aiuola sia uno spazio comune, da vivere e da curare in prima persona. Andrea è anche critico verso le azioni del Comune, come la sostituzione delle primule con altre piante senza manutenzione.
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