"Il monumento è lesercizio pubblico del potere, limmigrata è invece lassenza di voce nella società: estremi opposti" Eulalia Valldosera filma una donna ucraina mentre spolvera la statua dellimperatore Tiberio Claudio Il Museo Archeologico di Napoli diventa il set deccezione della video-performance, "Dependencia mutua", dellartista spagnola Eulalia Valldosera, che si presenta stasera alle 19 allo Studio Trisorio (via Riviera di Chiaia, 215; fino al 28 febbraio). Insieme al video anche la proiezione di alcuni "flying objects", oggetti di uso quotidiano che volteggeranno sulle pareti della prima sala della galleria di Lucia e Laura Trisorio. Lartista spagnola, classe 1963, che vive e lavora a Barcellona, a cui di recente il Museo Reina Sofia di Madrid ha dedicato una imponente antologica, nella sua carriera artistica ha spesso interpretato performance e esposto le sue proiezioni in importanti gallerie e musei. Nella mostra allo Studio Trisorio questa volta la Valldosera affida a una donna ucraina il ruolo di performer, al suo posto. LArcheologico diventa il luogo depositario di storia e storie dove poter ambientare una breve ma significativa azione darte, che dura solo cinque minuti, di una donna delle pulizie di origine ucraine, che lavora in città, intenta a spolverare una statua in marmo dellImperatore Claudio, posta nel salone centrale a piano terra. "Dependencia mutua" è una sottile e ironica riflessione sulle dinamiche del potere. «Ho pensato a due personaggi che rappresentano i due estremi opposti nella società - spiega Valldosera - e ho puntato su unaffinità evocatrice fra questi due poli apparentemente tanto lontani. La statua dellimperatore rappresenta lesercizio pubblico del potere e la donna delle pulizie, per la sua condizione di donna e immigrata rappresenta lassenza di voce nel panorama politico e sociale. Lazione che ho filmato nasce come risposta o provocazione a questioni di estrema attualità. Non solo vuole essere metafora di comportamenti esercitati dal potere politico e economico, pienamente accettati dalla nostra società, ma anche una riflessione sul modo in cui si esprime il nostro potere personale, nel senso positivo del termine, che entra nel più profondo del nostro inconscio ed è il motore della nostra esistenza. Il potente crea con il sottomesso una relazione di mutua dipendenza, un ruolo serve allaltro perchè ognuno dei due possa giustificare il proprio posto nel mondo». "Il soggetto subalterno può parlare?" sembra affermare lartista sulla scia della celebre frase della femminista post-coloniale e studiosa di letteratura comparata di origini bengalesi, Gayatri Chakravorty Spivak. Sottomissione, devozione e fantasmi della libidine femminile sinsidiano in questo intrigante rapporto a due, toccando temi molto caldi e presenti nella cultura occidentale. «Solo a quelli che sono più in basso nel rango sociale è permesso toccare questo simbolo - racconta la Valldosera - mentre se lo toccasse una qualsiasi altra persona, lo starebbe sporcando. E anche se oggi questo oggetto ci sta trasmettendo solo la sua qualità di testimonianza archeologica, ancora adesso lo spettatore può solo vedere senza toccare». Lucraina, come donna e come ospite di un altro paese, rappresenta una doppia subalternità. Entrata per la prima volta nel museo, con estrema discrezione si presta a togliere la polvere dalla grande statua. Ruolo, questo del "pulire", che di solito viene affidato a quelli che ora di fatto vengono considerati gli ultimi. La "mutua dipendenza" della Valldosera rivela ma non giudica, come spesso larte sa e deve fare. Certo invita tutti a riflettere sulle complesse e difficili relazioni tra noi e gli altri
NAPOLI - La mutua dipendenza dellarte: video-performance allArcheologico
Eulalia Valldosera, artista spagnola, ha creato una video-performance intitolata "Dependencia mutua" al Museo Archeologico di Napoli. La performance mostra una donna ucraina che spolvera la statua dell'imperatore Tiberio Claudio, rappresentando lesercizio pubblico del potere e lassenza di voce nella società. Lartista ha scelto di affidare il ruolo di performer a una donna ucraina, che lavora in città e rappresenta la doppia subalternità. La performance è una riflessione sulle dinamiche del potere e sulla relazione tra il potente e il sottomesso. La Valldosera ha spiegato che il soggetto subalterno può parlare, ma solo se è in una posizione di potere.
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