Il vicesindaco: «Le villette occuperanno volumi già esistenti e il quartiere avrà una nuova strada e un parcheggio più ampio» Il piano di recupero per la convenzione tra Asl e Comune PIETRASANTA. Le villette che saranno realizzate nell'area retrostante l'ex ospedale Lucchesi? «Niente nuovo cemento in arrivo, ma recupero di volumetria esistente, così come previsto da un accordo sottoscritto anni fa. Non sarà rasa al suolo alcuna pianta di olivo e ancora non si deve parlare di 10 case, ma di 5 blocchi abitativi» - per intendersi 5 bifamiliari che in totale fanno 10 alloggi, ndr-. Parole del vicesindaco Alberto Giovannetti dopo che nei giorni scorsi la notizia della costruzione delle villette, così come previsto dalla convenzione Asl-Comune, aveva scatenato forti critiche da parte dell'opposizione ed in particolare da Rc. «Prima di rilasciare certe dichiarazioni bisogna documentarsi. Come si fa a parlare di ulteriore cementificazione, quando la convenzione prevede solo il recupero di volumetrie? Com'è possibile parlare di olivi abbattuti quando non c'è traccia di questo su carta e nella realtà? La verità è che questo progetto riqualificherà l'intera area anche dal punto di vista viario, visto che realizzeremo un collegamento diretto con Città Giardino e - continua Giovannetti - metteremo a disposizione degli utenti un nuovo parcheggio sul lato nord dell'ex ospedale. Senza dimenticare che oggi, proprio Città Giardino, vive una precarietà viaria significativa, conseguenza di errate scelte urbanistiche del passato, di certo non imputabili a questa amministrazione. Per questo è doveroso intervenire, là dove è possibile». Giovannetti torna poi su alcune caratteristiche delle villette bifamiliari. «Avranno un impatto zero sul territorio, proponendo soluzioni, anche dal punto di vista della lotta ad ogni genere di inquinamento, sicuramente all'avanguardia. La demagogia di certe persone verrà smentita dai fatti». Come si ricorderà, la convenzione Asl-Comune, voluta dall'allora amministrazione Nicolai, prevedeva, inizialmente, la cessione da parte dell'amministrazione ad Asl della ex colonia Laveno (che si trova lungo il viale Apua, ndr), dove sempre Asl avrebbe dovuto dislocare i propri uffici del dipartimento. In cambio il Comune riceveva 3 miliardi e 200 milioni delle vecchie lire, la proprietà di tre fondi commerciali in via Stagi con annesso sottopassaggio pedonale, spazio a verde, vetrine ed un paio di locali posti nel complesso dei pubblici macelli, là dove si trova un ambulatorio di veterinaria. Era, inoltre, previsto che il Comune approvasse una variante per consentire il recupero delle volumetrie delle aree nei pressi all'ex ospedale, per costruire, appunto, 5 bifamiliari e che ancora consentisse di variare la destinazione urbanistica, da ospedale a uffici, degli spazi dell'ex ospedale, in cui oggi si trova il Distretto. In cambio, il Comune riceveva in uso per 99 anni l'utilizzo del primo, secondo e terzo piano dell'ex ospedale. In realtà, nel 2003, l'amministrazione Mallegni variava i precedenti accordi, su richiesta di Asl, che non aveva più interesse a spostare i propri uffici alla Laveno; il Comune assumeva, così, l'impegno di trasformare l'ex colonia, al 60 in albergo e al 40 in Rta (residence). Variazione, che ha portato in dote al Comune la proprietà e non l'uso dei tre piani dell'ex ospedale, che oggi sono sede di uffici amministrativi ed istituzionali.