I ventidue progetti edilizi bocciati potrebbero finire al TarScontro sulle case in collina. Oggi il Comune incontra i geometri Al progetto per costruire sei palazzine in via Shelley è legata la realizzazione di una nuova strada SONO VENTIDUE i progetti edilizi cancellati poco prima e, soprattutto, dopo l'approvazione della variante di salvaguardia che rende quasi impossibili nuove costruzioni in collina. Ventidue soggetti - imprese e singoli cittadini - che, quindi, potrebbero ricorrere al Tar contro il documento approvato in consiglio comunale il 17 novembre scorso e che anticipa i vincoli più rigidi del futuro Piano urbanistico comunale. Da oggi il dibattito sulla "variantona" elaborata dalla giunta Vincenzi in base alle indicazioni di Renzo Piano entra nella fase più calda: la variante di salvaguardia, caratterizzata dalla linea verde che quasi azzera l'espansione in collina, oggi è pubblicata sull'Albo pretorio ma anche sul sito di Palazzo Tursi (www.comune.genova.it). La seconda è una vera e propria novità: delibera, planimetrie e allegati tecnici sono consultabili agevolmente su internet nell'ottica della massima trasparenza. Da oggi, dunque, decorrono 90 giorni di tempo per presentare le osservazioni scritte alla variante urbanistica. Chiunque - non solo associazioni di categoria e ordini professionali - può proporre correttivi e proposte di modifica, che potranno essere accolte o meno dal consiglio comunale. L'8 marzo è il termine ultimo per depositare le osservazioni. Dopodiché il quadro sarà chiaro e definito: a quel punto potrebbero scattare la maggior parte dei ricorsi (anche se non è escluso che qualcuno possa muoversi anche prima). Ricorsi che, a giudicare dalle polemiche, gli scontri e il malcontento scatenati in questi mesi dall'esame della variantona nell'aula consiliare, non dovrebbero mancare. In prima linea, nell'esercito dei possibili scontenti ci sono quei ventidue che si sono visti bocciare propri progetti, in stadi più o meno avanzati nell'iter burocratico: la maggior parte in seguito all'approvazione della variante di salvaguardia. Ma c'è anche chi sostiene di essere rimasto "vittima" di un inedito rigore degli uffici, ispirato dagli stessi vincoli incombenti. Tra i progetti su cui potrebbe aprirsi una battaglia giudiziaria, figurano quelli di via Somalia, via Shelley, Uliveto Murato e via Porcile a Morego: tutti relativi alla realizzazione di case in aree verde collinari. La variantona è guardata come fumo negli occhi pure dai costruttori, già provati dalla crisi, che temono una drastica limitazione alla propria capacità di operare. A guidare la protesta, scandita da un durissimo scontro col sindaco Marta Vincenzi, è Davide Viziano, presidente della Consulta per l'edilizia. Non a caso, l'organismo di cui fanno parte tutti i principali protagonisti del comparto questa settimana si riunirà per esaminare in dettaglio la variante e decidere quali osservazioni produrre. Mentre oggi i tecnici comunali illustreranno la variante al Collegio dei geometri il cui presidente, Luciano Piccinelli, aveva già indirizzato critiche pesanti alla linea verde: «È mancata la discussione e non è chiara l'idea che sta dietro all'imposizione della variante. Può darsi, infatti, che anche al di là della linea verde esistano aree utilizzabili nell'interesse generale». «Le occasioni offerte dal piano casa del governo Berlusconi risultano molto limitate», osserva Vincenzo Nasini, presidente provinciale di Ape-Confedilizia: «Vedremo quali azioni adottare nell'ambito della Consulta». «L'idea di favorire lo sviluppo della città in verticale può essere condivisibile - afferma Maurizio Senzioni, presidente di Assedil - ma la filosofia e gli strumenti del piano devono essere approfonditi». Positivo, invece, il giudizio delle associazioni ambientaliste, soprattutto riguardo alle norme che rendono quasi impossibile realizzare parcheggi sotto i parchi storici (vedi articolo accanto sul progetto dell'Acquasola). Apprezzata anche la decisione di rendere più difficile il trasferimento delle superfici agibili da una parte all'altra della città. Non si potrà più tenere in piedi vecchi capannoni per "lucrare" preziosi metri quadrati edificabili: nell'area d'orgine bisognerà prima realizzare servizi per il quartiere. Vincenzo Galiano 09122009
LIGURIA - Variante urbanistica, costruttori "alle armi"
Il Comune di Genova incontra i geometri per discutere la variante di salvaguardia del Piano urbanistico comunale, che prevede vincoli più rigidi per le costruzioni in collina. Ventidue progetti edilizi sono stati bocciati e i loro proponenti potrebbero ricorrere al Tar. La variante è stata pubblicata sull'Albo pretorio e sul sito di Palazzo Tursi. I proponenti dei progetti cancellati sostengono di essere stati "vittime" di un inedito rigore degli uffici. La Consulta per l'edilizia, guidata da Davide Viziano, si riunirà per esaminare la variante e produrre osservazioni. I tecnici comunali illustreranno la variante al Collegio dei geometri.
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