Dopo la sentenza della Consulta l'obiettivo è una mini-sanatoria. Record di domande in VIII Municipio Comune e Regione: norme più restrittive. A luglio nuovo direttore dell'ufficio speciale La sentenza della Consulta sulla controversia costituzionale, avanzata da 8 regioni italiane (compreso il Lazio), sul nuovo condono edilizio rimette tutto in discussione. Se da una parte, infatti, La Corte Costituzionale ha dichiarato la competenza dello Stato sulle questioni penali legate alla sanatoria edilizia. Dall'altra, ha stabilito che le questioni amministrative siano di competenza delle Regioni. Ora dunque la palla passa alla Regione Lazio. Il comune spera che vari immediatamente una legge restrittiva che freni la valanga di domande di sanatoria. Secondo i dati del Comune di Roma, infatti, sono state presentate oltre 25mila domande di condono. Un dato elevatissimo se si pensa che nelle altre città non si supera quota mille. Il record nella Capitale riguarda l'ottavo municipio dove sono state consegnate 2.723 pratiche. Appena un centinaio in meno nel XIII municipio. Intanto il Comune annuncia una rivoluzione all'ufficio speciale condono edilizio. A saltare sarà la testa di Riccardo Lenzini, il direttore dell'Usce che lo scorso dicembre è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno e due mesi, con sospensione della pena, per "abuso d'ufficio". Un caso quantomeno imbarazzante per un'amministrazione che ha fatto della repressione degli abusi edilizi uno dei suoi cavalli di battaglia. Più di 25 mila romani in attesa di sanatoria: da Tor Bella Monaca, Torre Spaccata e Borghesiana presentate più di 2.700 domande --------------------------------- Ottavo municipio, record di abusi edilizi Sostituito il direttore dell'ufficio Condono, Lenzini: entro luglio il nuovo responsabile Un minicondono per una maxirichiesta. Lo spera l'assessore all'Urbanistica del Comune, Roberto Morassut. Lo promette il suo collega alla Regione Lazio, Armando Dionisi. La sentenza della Consulta sulla controversia costituzionale, avanzata da otto regioni italiane (compreso il Lazio), sul nuovo condono edilizio rimette, in un certo senso, tutto in discussione. Da una parte, infatti, la Corte Costituzionale ha dichiarato la competenza dello Stato sulle questioni penali legate alla sanatoria edilizia. Dall'altra, però, ha stabilito che le questioni amministrative siano di competenza delle Regioni. Insomma adesso lo Stato dovrà fare un'ulteriore legge che definisca i termini del nuovo condono mentre le Regioni, se intendono applicare in forma riduttiva le indicazioni nazionali, hanno la facoltà di varare delle loro normative restrittive. Dunque, per Roma e per le altre province del Lazio, la palla passa alla Regione. «In linea di principio siamo tutti contrari al condono edilizio - commenta l'assessore regionale all'Urbanistica Dionisi - Ma non possiamo dimenticarci dell'emergenza abitativa. Soltanto a Roma ci sono 25mila domande per un alloggio popolare. Una cosa è certa tuteleremo le aree demaniali e quelle protette da vincoli paesistici. Come dire, faremo in modo che si tratti di un minicondono». Dal Campidoglio comunque annunciano un ulteriore incremento delle demolizioni e soprattutto una rivoluzione all'Usce, l'ufficio speciale condono edilizio. La Capitale della sanatoria edilizia. Secondo i dati del Comune di Roma, sono state presentate oltre 25mila domande di condono edilizio. Un dato elevatissimo se si pensa che Milano, Napoli, Torino, Bologna, Palermo e Venezia non si supera quota mille. Il record delle richieste nella Capitale riguarda l'ottavo municipio (Tor bella Monaca, Torre Gaia, Torre Spaccata, Torre Maura, Borghesiana) dove sono state consegnate 2.723 pratiche. Appena un centinaio in meno nel XIII municipio (Ostia, Acilia, Infernetto, Casalpalocco, Ostia Antica). «Sono dati che confermano i risultati dei primi due condoni - dice l'assessore all'Urbanistica, Morassut - Proprio in questi giorni sarà sottoposto a Giunta e Consiglio la manovra di perimetrazione dei cosiddetti toponimi (nuclei abusivi condonati) per dare certezze e possibilità di risanamento a ottanta quartieri nati spontaneamente per un totale di oltre centomila famiglie. Ma la "città abusiva" ha pesantemente condizionato lo sviluppo di Roma, creando vastissime periferie prive di servizi e bisognose di riqualificazione». La repressione. Minicondono o no, il Campidoglio non intende abbassare la guardia sul fronte delle demolizioni per affermare «il principio della legalità e del rispetto delle regole, dal centro alla più lontana periferia della città». Nel 2003 sono stati effettuati oltre 70 interventi che hanno portato alla demolizione di oltre 110.000 metri cubi di nuove costruzioni abusive; nel 2004 sono stati abbattuti già 30.000 metri cubi. Dai dati in possesso dell'Ufficio Abusivismo Edilizio, risulta che gli abusi edilizi siano in diminuzione. Si passa dai circa 3.500 del 2001 ai 2.200 del 2002. I dati del 2003 indicano una ancora più marcata diminuzione. Rivoluzione all'Usce. «Entro la fine di luglio l'ufficio speciale condono edilizio avrà un nuovo direttore e verrà anche cambiato l'indirizzo: piuttosto che pensare a rilasciare le concessioni si penserà ai rigetti e quindi alle demolizioni». A saltare sarà la testa di Riccardo Lenzini, il direttore dell'Usce che lo scorso dicembre è stato condannato dal Tribunale di Roma a un anno e due mesi, con sospensione della pena, per "abuso d'ufficio". Un caso quantomeno imbarazzante per un'amministrazione che ha fatto della repressione degli abusi edilizi uno dei suoi cavalli di battaglia. E infatti nei confronti di Lenzini il Comune di Roma ha aperto subito un'indagine amministrativa i cui risultati sono finiti da qualche giorno sul tavolo del sindaco Veltroni, dell'assessore Morassut e del segretario Generale Vincenzo Galliani Caputo. «Sono state riscontrate delle anomalie, non dolose, nel sistema di lavoro Usce - spiegano al VI dipartimento - Quindi è necessario rifondare l'ufficio valorizzando le esperienze radicate ma al tempo stesso provvedendo a nuovi innesti». Tre le ipotesi allo studio del Comune per sostituire il direttore degli uffici di via di Decima. La decisione definitiva sarà presa a giorni. Le reazioni. Il capogruppo dei Ds alla Regione, Michele Meta, annuncia la presentazione di un progetto di legge restrittivo. Giovanni Hermanin (Margherita) chiede a Storace coerenza contro il condono. Legambiente chiede subito una legge restrittiva a protezione del territorio.