Richieste per quadri e sculture, tra i quali Manzù e De Chirico, oltre la base di partenza Quando la fila dei creditori si ingrossa e non si sa come porre rimedio, anche nelle migliori famiglie, si iniziano a vendere i gioielli di casa. Ed è un po' quello che è successo ieri sera per la vecchia Alitalia. Sommersa dai debiti, dopo la privatizzazione della compagnia area di bandiera, quello che è rimasto della vecchia società è tutto in liquidazione. E allora ecco l'idea di mettere all'asta il suo patrimonio artistico: quadri, dipinti e sculture dei migliori artisti italiani e stranieri. Un patrimonio artistico che ha fatto gola a tantissimi esperti d'arte. Un successo ben oltre le previsioni - fanno sapere dalla compagnia - le offerte, alla fine, sono state ben al di sopra della base d'asta di partenza. La vendita pubblica è avvenuta ieri sera in via Margotta. Una data probabilmente unica, visto il successo. La Finarte, che ha ottenuto il mandato a vendere dal commissario straordinario Alitalia, Augusto Fantozzi, si è occupata delle opere d'arte contemporanea, in tutto 187, che venivano esposte sui Dc8 e nelle sedi di Roma, Milano, Parigi e New York. L'incasso minimo stimato era intorno a 1 milione 144 mila euro, ma dalla compagnia trapela la notizia (che potrà essere confermata solo fra qualche giorno) che è stato raggiunta una cifra che è più del doppio di quella minima. Così ieri sera, nella via dei pittori e dove viveva Federico Fellini, la quotazione più elevata è stata uno Zeus Partorito dal sole di Gino Severini; nel lotto anche Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Franco Angeli, Tano Festa e Francesco Lo Savio, oltre a due piccole composizioni su carta di Alberto Burri e Lucio Fontana. E proprio una presunta opera di Fontana è finita nelle mani della Guardia di Finanza perché falsa. Finarte ha voluto fare infatti delle verifiche, scoprendo che l'opera datata 1964 non è autentica. Nel giugno scorso, invece, un dipinto dì Severini, La Danseuse, era stato venduto da Sotheby per 21,4 milioni di euro, divenendo l'opera futurista ad aver raggiunto la cifra più alta in una pubblica asta. Ma, ieri sera, tra i nomi più appetitosi anche Salvador Dalì, Giorgio De Chirico, Giacomo Balla, Renato Guttuso, Mario Sironi, Fortunato Depero, Ottone Rosai, Massimo Campigli e sculture di Giacomo Manzù e Mario Ceroli. Prima della partenza dell'asta un saluto e una presentazione di quello che sarebbe accaduto da parte di uno degli esponenti dell'amministrazione della vecchia Alitalia: il professore Antonio Maria Leozappa. Poi, finita l'introduzione, un vecchio filmato in bianco e nero dell'istituto Luce e infine la palla e la parola è passata al battitore; l'uomo che regola e conduce l'asta, Su alcuni lotti le prenotazioni erano già chiuse prima di iniziare, perché sono state tante le richieste dei collezionisti, ma anche dei privati, via telefono o per iscritto. L'idea di portare a bordo degli aerei opere d'arte come si legge nella storia della collezione, si deve a Corrado Cagli, con l'obiettivo di rendere più piacevole il volo stimolando la sensibilità estetica del viaggiatore e divulgare la cultura italiana oltre confine. Furono incentivate giovani promesse dell'arte. Qualche mese fa un ex dirigente Alitalia in pensione ha parlato di una collezione di «inestimabile valore. Quadri acquistati a partire dagli anni Cinquanta quando la compagnia era il biglietto da visita dell'Italia e le pitture venivano esposte nelle sale d'aspetto e sui velivoli che attraversano l'Atlantico e il Pacifico».